Partecipate e "soliti noti" a Taormina, Manuli contesta le scelte e De Luca le difende
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Luca Manuli e Cateno De Luca
«La Corte dei conti aveva raccomandato di nominare un amministratore unico alla guida della nuova società partecipata Equità Urbana Spa, invece è stata costituita con un Consiglio di amministrazione formato da tre componenti». A contestarlo al sindaco di Taormina, Cateno De Luca, è stato il consigliere di minoranza Luca Manuli, capogruppo di "Rinascimento Taormina", evidenziando come l'Amministrazione comunale abbia ignorato l'indicazione dei giudici contabili, che con la Deliberazione n. 209 del 30 luglio 2025 ha espresso il proprio parere di competenza facendo presente al punto 10.2 che «lo speciale ordinamento sulle società pubbliche predilige – attraverso l’utilizzo dell’espressione “di norma” – la costituzione dell’organo amministrativo delle società in controllo pubblico sul modello dell’amministratore unico. La sua differente configurazione per decisione dell’assemblea della società a controllo pubblico necessita, in ogni caso, di una motivazione rafforzata “con riguardo a specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi». «Presidente è stato scelto un ex assessore del Comune di Messina (Roberto Cicala, ndc) - ha evidenziato Manuli - mentre nel Collegio sindacale è presente un consigliere comunale sempre di Messina (Francesco Cipolla, ndc). Sono considerazioni su una gestione amministrativa in merito alla quale non sono d'accordo». Immediata la replica del primo cittadino: «Essere stato assessore a Messina non è un crimine - ha esordito - Cicala è stato nominato in giunta come tecnico per il suo curriculum e per la sua storia, fatta di oltre 15 anni di attività in materia di gestione dei tributi. Non è un crimine neanche essere consigliere comunale a Messina - ha proseguito De Luca - Cipolla è un revisore dei conti con 20 anni di esperienza e un bel curriculum. Finora, le partecipate di cui mi sono occupato io, hanno dimostrato efficienza, efficacia ed economicità nella loro azione e ciò emerge dai bilanci annuali delle partecipate di Messina e dal tentativo, abbastanza buffo, di imitare i modelli applicati al capoluogo da parte di altri Comuni, come Milazzo per l'azienda speciale per la gestione dei servizi sociali. Siamo persone perbene ed oneste e finora abbiamo dimostrato di saper fare il nostro mestiere - ha concluso il sindaco di Taormina - e non scambiare le partecipate per bancomat, ma le abbiamo sempre utilizzate per il raggiungimento di fini pubblicistici».













