"Paese fermo senza risorse e risposte": a Roccalumera tre consigliere incalzano Lombardo
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Danni sul lungomare già ripristinati
Le fibrillazioni in maggioranza sono ormai all’ordine del giorno a Roccalumera, soprattutto dopo il passaggio di tre amministratori in Fratelli d’Italia. Due di questi, le consigliere Claudia Gugliotta e Antonietta Garufi, insieme alla collega Simona Saccà, hanno deciso di incalzare il sindaco Giuseppe Lombardo sugli interventi di somma urgenza post ciclone e sulle risorse non arrivate dalla Regione, presentando un’interrogazione a risposta scritta. «Il senso di responsabilità verso la propria comunità e la tutela del territorio devono superare ogni logica di appartenenza - esordiscono le tre firmatarie - e l’iniziativa nasce da una constatazione oggettiva che genera profonda preoccupazione tra i cittadini: mentre l’intera riviera jonica ha già attivato risorse imponenti per la messa in sicurezza, Roccalumera è l’unico centro colpito rimasto fuori dalla programmazione immediata». Le consigliere ricordano come il Genio civile abbia affidato lavori in somma urgenza per oltre 4,4 milioni di euro a Furci Siculo, Nizza di Sicilia, Santa Teresa di Riva, Letojanni e Sant’Alessio Siculo, ai quali si aggiungono 7 milioni di euro per interventi gestiti dai Comuni. «Vedere Roccalumera ferma a "quota zero" solleva interrogativi urgenti - affermano Saccà, Gugliotta e Garufi - è un dato che stride con la realtà dei fatti e vedere i cantieri aperti a pochi metri dai nostri confini, mentre restiamo a guardare, impone un’analisi seria sulle cause di questo stallo. Non possiamo accettare che Roccalumera diventi il fanalino di coda della riviera jonica. Sbaglia di grosso chi pensa di poter minimizzare o nascondere questo mancato risultato, cercando di puntare i riflettori su altre questioni - proseguono - in quest’ultimo periodo notiamo, con un certo piacere, il maturare di improvvise e insolite sintonie politiche, spesso giustificate come spirito collaborativo e costruttivo. La vera collaborazione si misura sui risultati concreti per il paese, non sulla ricerca di nuovi equilibri funzionali per giustificare una fase di evidente affanno politico-amministrativo». L’interrogazione punta l’indice su un modello di gestione che viene definito come troppo spesso chiuso in una visione accentrata e il timore è che un approccio poco incline alla condivisione delle scelte possa aver generato affanni burocratici o ritardi nella trasmissione della documentazione agli uffici regionali: «Un’amministrazione deve puntare sulla programmazione condivisa - concludono le tre consigliere - anche qualora Roccalumera dovesse essere inserita in fasi successive, resterebbe l’amarezza di essere arrivati dopo gli altri, perdendo il treno della tempestività che in emergenza è fondamentale». Con l’interrogazione viene chiesto al sindaco di rendere pubblici i passaggi tecnici, perchè «i cittadini hanno il diritto di sapere se questo ritardo sia figlio di una scelta politica della Regione o di una gestione interna che fatica a tenere il passo con le scadenze cruciali. Il tempo delle risposte generiche è finito».













