"Noi l’unica alternativa a De Luca": "Taormina in Comune" lancia frecciate in minoranza
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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I consiglieri di minoranza su posizioni diverse
C’è già fermento politico a Taormina per programmare il post Cateno De Luca. Le elezioni amministrative sono previste nel 2028, a meno di un ritorno anticipato alle urne dettato dalle scelte del sindaco, il cui gradimento è in calo rispetto alla vittoria del 2023. A muoversi sono soprattutto i gruppi antagonisti all’attuale maggioranza di governo, che però stanno percorrendo strade diverse. Ad uscire allo scoperto è il gruppo civico “Taormina in Comune”, che ritiene di poter essere l'unica, vera e credibile alternativa all’attuale Amministrazione comunale. «Mentre gli altri gruppi politici si dividono sulle ambizioni personali e sulla corsa alla candidatura - esordisce la compagine - noi scegliamo di mettere al centro solo il futuro della città. Abbiamo deciso chiaramente di non farci trascinare in una palude fatta di personalismi, veti incrociati e tavoli sterili. Non resteremo ostaggi di un’impasse che paralizza l'alternativa e fa solo il gioco di chi oggi governa Taormina. Mentre gli altri discutono di organigrammi e poltrone dopo tre anni passati nel silenzio, senza mai fare una vera opposizione e, in molti casi, votando addirittura atti contrari all’interesse generale della città, i problemi reali del territorio rimangono senza risposta». «Noi scegliamo di attuare un progetto di cambiamento alternativo, trasparente e concreto - prosegue - mettiamo al centro un programma basato sui temi urgenti della comunità e non sui destini personali di pochi eletti, mantenendo le porte aperte alla società civile e rifiutando le logiche spartitorie dei vecchi schemi politici. Oggi si traccia una linea netta tra chi è rimasto immobile o complice per anni, salvo risvegliarsi oggi per velleità individuali, e chi è pronto a lavorare uniti per il bene comune». La compagine, di cui fa parte anche il consigliere di minoranza Nunzio Corvaia, ha deciso di rompere gli indugi dopo i tentativi finora non riusciti di avviare la costruzione di un’unica aggregazione, partendo da un programma e da un progetto per poi valutare i nomi. E i dialoghi sono in corso anche con pezzi dell’attuale maggioranza.













