Limina, scorie elettorali post voto: si insedia il Consiglio comunale ed è subito polemica
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Ragusa, Ricciardi, Ardizzone, Spadaro e G. Bartolotta
Le scorie della campagna elettorale non sono state ancora smaltite a Limina. E si è visto all’insediamento del nuovo Consiglio comunale, convocato dopo la vittoria del riconfermato sindaco Filippo Ricciardi. In maggioranza hanno preso posto Pamela Bartolotta, Antonino Ragusa, Stefania Barra, Antonino Bartolotta, Antonio Filippo Zaccaria, Sebastiano Musumeci e Serena Tamà, ma gli ultimi due non hanno neanche giurato rinunciando al posto per mantenere solo la carica di assessori, lasciando spazio in aula a Concetta Galifi e Andrea Ardizzone; Pamela Bartolotta e Antonio Zaccaria, invece, mantengono al momento la doppia carica e qualora uno dei due lasciasse il posto entrerà in Consiglio comunale Antonino Occhino. In minoranza si sono insediati Jenny Spadaro (candidato sindaco giunto secondo), Maria Elena Rizzo e Giuseppe Bartolotta. Presidente del Consiglio è stato eletto l’uscente Antonino Ragusa, anche se con un colpo di scena visto che ha incassato 6 voti sui 7 del gruppo di maggioranza e una preferenza è andata a Zaccaria, che pare abbia sbagliato ad esprimerla, mentre tre voti sono andati a Giuseppe Bartolotta. Per la vicepresidenza maggioranza compatta su Barra e tre schede bianche. «Grazie al Consiglio comunale che mi ha ridato l’onore di presiederlo - ha detto Ragusa - ringrazio il sindaco e i cittadini di Limina che hanno permesso tutto ciò». Ad “incendiare” la seduta, prima di lasciare l’aula, ci ha pensato l’assessore Musumeci, lanciando riferimenti all’ex sindaco Marcello Bartolotta (senza mai nominarlo) e parlando di «polemiche sterili e dannose e considerazioni biasimevoli fatte dal gruppo di Jenny Spadaro» sulla circostanza che il voto dei residenti all’estero avrebbe agevolato Ricciardi, facendo riferimenti alle competizioni elettorali del passato. «Non avevate speranza di andare al governo della nostra comunità affidandovi mani e piedi a personaggi incompetenti - ha detto - cosa significa dire che siete giovani? Siete la normale continuità di quello che abbiamo già vissuto e visto, perchè tranne qualche eccezione siete figli di…, cugini di…, nipoti di… e in nome e per conto degli stessi vi proponevate di governare probabilmente per finire di sfasciare tutto quello che non siete riusciti a fare fino al 2020. In campagna elettorale avete usato tutte le armi - ha continuato l’assessore - la menzogna l’ha fatta da padrona, siete riusciti a mettere in dubbio fatti consolidati e non avete avuto argomenti validi per coinvolgere l’elettorato Aire. Se la minoranza crede di utilizzare il ruolo dedicatogli dal loro dante causa per creare ulteriori divisioni e scontri, sappia che troverà un muro invalicabile che si ergerà a difesa degli interessi di Limina e dei liminesi - ha concluso Sebastiano Musumeci - se invece ha interesse allo sviluppo economico e sociale del paese, allora troverà nel governo la giusta considerazione collaborativa in armonia con il programma elettorale». La consigliera Spadaro ha chiesto che Musumeci faccia il nome della persona che ha tirato in ballo e in riferimento alle elezioni del 2010 ha ricordato come anche Filippo Ricciardi facesse parte di quella compagine. «Avrei preferito archiviare la campagna elettorale - ha esordito nel suo intervento il sindaco Filippo Ricciardi - ma è opportuno fare chiarezza soprattutto per chi non ha vissuto tutte le stagioni dal 1988 ad oggi. Io mi onoro di averle vissute e di continuare a rappresentare questa comunità, con grande dedizione e sacrificio, tralasciando spesso questioni personali. Già dal 1993 abbiamo condotto la campagna elettorale tra gli iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’estero e oggi abbiamo un corpo elettorale di 1.756 elettori, di cui 620 circa locali, e quindi ci sono circa 1.200 iscritti all’Aire, non è un numero che si può sottacere. Io sono nato all’estero e bisogna metabolizzare che questo paese ha subito un fenomeno migratorio che oggi vede molti residenti in Paesi stranieri, molti dei quali magari non iscritti all’anagrafe. Dal 1993 ad oggi le campagne elettorali sono state sempre condotte tra i residenti all’estero e non capisco la meraviglia di questa tornata: in ogni caso, secondo i miei calcoli, al netto dell’intervento degli elettori Aire, in questa tornata avremmo vinto lo stesso con un distacco notevole, ossia 310-305 contro 170-165. Se si vuole continuare con questa storia del “turismo” si vada avanti pure, a me non interessa ma preferisco i fatti: le elezioni si vincono a Limina, poi se c’è un di più non guasta. Avrei preferito che accadesse come a Bronte, dove il candidato sindaco sconfitto si è incontrato e complimentato con il vincitore, un bel gesto, ma evidentemente a Limina serve ancora tempo. Chiedo rispetto, correttezza, onesta intellettuale e posizioni costruttive - ha concluso il sindaco - siamo disponibili ad accogliere le proposte utili dell'opposizione e ad ascoltare tutti».














