Limina, Ricciardi tira le somme: "Anni difficili, poteva nascere una lista unica ma..."
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Filippo Ricciardi è in politica dal 1993
Tra due giorni saranno 64 anni, metà dei quali trascorsi in municipio partendo da consigliere di minoranza e arrivando a sindaco, rieletto per tre volte. Filippo Ricciardi, primo cittadino di Limina, ha deciso di ricandidarsi per puntare al quarto mandato, dopo essere tornato sulla poltrona più alta nel 2020. Agli elettori presenta una squadra con riconferme e nuovi innesti, per garantire continuità e rinnovamento, in un borgo dove bisogna combattere contro lo spopolamento e la sfiducia che attanaglia i piccoli centri, spesso dimenticati dalle istituzioni regionali e nazionali, e dove non manca il malcontento per la situazione generale. Lo incontriamo in municipio pochi giorni prima della presentazione delle liste. Sindaco, perché ha scelto di ricandidarsi? Come ha affrontato questi cinque anni e mezzo del suo terzo mandato? Qual è la situazione finanziaria del Comune? In Consiglio comunale non ci sono stati particolari scontri con la minoranza, si aspettava questo atteggiamento? C’è stato un tentativo di creare una grande coalizione, perché è fallito? L’ex sindaco Marcello Bartolotta e il consigliere di minoranza Francesco Lo Turco hanno chiesto accertamenti sulle residenze: secondo lei ci sono possibili irregolarità?
«Mi ripropongo, trascinando la gran parte della scocca dell’Amministrazione e del Consiglio comunale uscente, perché ritengo e riteniamo di aver fatto un gran lavoro per questo paese, ce lo meritiamo e dobbiamo completare e chiudere molte cose aperte e ritengo quindi che la cittadinanza dovrebbe premiarci»
«Anni intensi, a partire dal Covid che ci ha tenuti impegnati per quasi un anno, un periodo duro, di incertezze. Se è vero che da un lato, una volta insediatomi, ho trovato un gran lavoro di semina e impostazione nella programmazione delle infrastrutture, dall’altro c’erano tanti progetti che non potevano andare avanti relativamente alla loro effettiva esecuzione. Ad esempio progetti esecutivi cantierabili in realtà non lo erano, non perché l’Amministrazione uscente avesse sbagliato, ma per fare presto molti interventi non erano effettivamente attuabili, come previsto sulla carta, da parte delle imprese vincitrici delle gare. Cito il caso di un’opera dove era previsto uno scavo meccanico su una strada dove in realtà era eseguibile solo a mano, quindi le imprese rinunciavano e si rischiava di perdere il finanziamento. Tanto lavoro per sistemare la situazione pregressa, tanto lavoro nuovo per riprogrammare e partecipare a tutti i bandi di finanziamento»
«Abbiamo svolto un lavoro di risanamento dei conti pubblici, ho voluto evitare il predissesto o peggio ancora il dissesto. Abbiamo chiuso tanti contenziosi e abbiamo trovato situazioni molto particolari, che abbiamo accettato e affrontato cercando di risolverle, però questo ha comportato la perdita di energie e sofferenze dal punto di vista del bilancio, per tamponare dove necessario. Ritengo, però, che la comunità non sia stata privata di nulla in questi anni, abbiamo cercato di fare tutto, si poteva chiaramente fare di più, come sempre. Tanti risultati stanno arrivando anche in questi giorni»
«La minoranza ce l’ho dentro (sorride), il segretario comunale controlla minuziosamente tutti gli atti mentre spesso la politica, agendo di corsa, cerca di accorciare qualche passaggio per avere risposte prima possibile, ma di fatto ci siamo sempre attenuti alle regole. Il gruppo consiliare di minoranza è stato molto responsabile nel tempo, non ci ha ostacolato in maniera brusca, bacchettandoci quando ricorrevano i presupposti, per il bene di Limina sono stati sempre disponibili, ad esempio rinunciando quando chiesto ai termini di deposito del bilancio per consentirci di partecipare a bandi di finanziamento. Devo dunque ringraziare tutto il gruppo di minoranza, e ovviamente anche quello di maggioranza che mi ha assistito costantemente con il presidente in testa. Mi auguro che il prossimo Consiglio comunale prosegua su questa strada»
«Il messaggio andava lanciato da noi, anche se magari non ne avevamo bisogno, ma abbiamo voluto proporre alla controparte di unire tutte le forze e i contributi per creare un’unica squadra per amministrare il paese. La proposta era di concedere agli oppositori tre consiglieri e un assessore, ma abbiamo saputo che il messaggio non è stato recepito. Di certo non potevamo fare ulteriori regalie, abbiamo le carte in regola per lavorare e il gruppo riesce comunque ad andare avanti. In ogni caso le mie porte sono sempre aperte».
«Mi sono preoccupato di andare a guardare i dati della penultima e ultima legislatura sui flussi di residenti in entrata e in uscita e ho riscontrato una sorta di equilibrio. Nel 2020 siamo partiti con un numero e al 31 marzo 2026 siamo arrivati con lo stesso numero. Negli ultimi sei mesi sono arrivate 3-4 persone, che vivono regolarmente in paese secondo quanto riscontrato dalla Polizia locale e dagli uffici. L’ex sindaco e il consigliere sollecitavano di verificare in maniera generica se residenti storici, senza fare nomi, abitassero ancora in paese: una richiesta anomala, perché dovremmo fare una ricognizione per tantissime persone, residenti a Limina sin dalla nascita, che magari per motivi di studio o lavoro si trovano fuori. Se mi viene portato un elenco, la Polizia locale può eventualmente ragionarci. In ogni caso non ci sono spostamenti di residenze ai fini elettorali, questo lo escludo categoricamente».













