Giovedì 28 Maggio 2026
Il sindaco non perde tempo dopo la proclamazione: ecco la distribuzione delle cariche


Limina, Ricciardi riparte da dove ha lasciato: giunta pronta e nuovi assetti in Consiglio

di Filippo Brianni | oggi | POLITICA

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Filippo Ricciardi è al quarto mandato

Esaurito il sacro rito della proclamazione, il “Ricciardi quater” prova a ricominciare da dove aveva lasciato la settimana scorsa. Esercizio facile, visto che la nascente Amministrazione ricalcherà nei suoi pilastri quella uscente e che Ricciardi vuole velocizzare la (ri)messa in moto per evitare che la carne al fuoco (è stato un buon periodo di finanziamenti) si bruci. Già domani, quindi, nominerà e insedierà la giunta. Tre assessori su quattro saranno confermati. Restano infatti sia Sebastiano Musumeci – stavolta però coi galloni, anche formali e non solo sostanziali, di vicesindaco – che le due “quota rosa”, Pamela Bartolotta e Serena Tamà, che quanto a preferenze non hanno conosciuto… diete, essendo arrivate prima e seconda. L’unica novità del “conclave” cittadino sarà Filippo Zaccaria, 46 anni, uno che di conclavi se ne intende, essendo il braccio destro del parroco, ma anche il braccio sinistro della Pro Loco, con una legislatura da “giovane” in Consiglio comunale, dal 2010 al 2015. Il suo cognome da sacerdote ebraico non tragga in inganno: è nato in Venezuela, nazione che esporta il 10 per cento di petrolio nel mondo e… il dieci per cento di elettori (regolarmente iscritti all’Aire) alle comunali di Limina. Quest’anno è giunto per il voto anche Eduardo Lapi, ex governatore dello stato di Yaracuy in Venezuela, figlio di liminesi, oppositore del regime Chavez-Maduro. Anche stavolta, quindi, il turismo elettorale dal Sudamerica liminese non è mancato – complice anche l’Ottava di San Filippo, in programma sabato 30 maggio, che consente l’utile ed il dilettevole - e non a tutti è piaciuto, soprattutto a chi lo ha subito. Anche perché il pronostico non sembrava lo richiedesse.

Le nomine in giunta determineranno anche nuovi assetti in Consiglio comunale, dove tutti e quattro i futuri assessori risultano eletti. Pamela Bartolotta (che comunque presiederà l’insediamento, come più votata), Tamà e Musumeci lasceranno lo scranno consiliare a Concetta Galifi (new entry), Andrea Ardizzone e Antonino Occhino. Alla presidenza del Consiglio è destinato ad essere riconfermato Nino Ragusa, mentre ancora va scelto il capogruppo di una maggioranza che comprende anche il veterano Nino Bartolotta “Berlinguer” e Stefania Barra.

Dall’opposizione, i veterani accusano il graffio ma i più giovani sembrano avere l’entusiasmo intatto, anche perché, candidandosi, sono andati consapevolmente incontro a quello che comunque si preannunciava un martirio contro la collaudata corazzata Ricciardi. Jenny Spadaro, candidata a sindaco sconfitta, ha già anticipato le intenzioni sue e degli altri due consiglieri di minoranza eletti (Maria Elena Rizzo e Giuseppe Bartolotta), con una dichiarazione che mette in chiaro posizione e progetto: opposizione senza sconti e “coltivare il seme” piantato in queste settimane. Se il seme finirà tra rovi ormai secchi o su terreno fertile saranno i posteri a dirlo. Intanto c’è. E, per i tempi che corrono a Limina, già questo suscita curiosità.

Più informazioni: elezioni limina 2026  


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