Mercoledì 28 Ottobre 2020
Toni accesi all'insediamento del Consiglio. Al giuramento del sindaco l'opposizione esce dall'aula


Limina. Ecco la Giunta, Restifo presidente del Consiglio. La minoranza: "Non vi riconosciamo"

di Filippo Brianni | 16/06/2015 | POLITICA

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La Giunta: Spadaro, Ricciardi, Bartolotta, Cannavò, Saglimbeni

Appena Nino Restifo riprende in mano il timone del Consiglio comunale lasciato il mese scorso, Nino Ragusa, dall’opposizione, gli fa subito sentire il vento: burrasca. Tutto diverso dal libeccio che aveva caratterizzato la scorsa legislatura. Così il sindaco Marcello Bartolotta e l’ex sindaco Filippo Ricciardi sono costretti a salire immediatamente sul ponte a sostenere la rotta, ma Limina, da qualunque versante politico la si guardi, ha una certezza: la quinta traversata della ciurma Bartolotta sarà tumultuosa. In attesa di vedere cosa succederà in mare aperto, quando arriveranno in aula i problemi importanti, l’Amministrazione è comunque riuscita ieri a tirar fuori la nave dal porto, coprendo tutte le caselle dell’organigramma. Impresa meno facile del previsto. Perché la seduta di insediamento era presieduta da Sarah Paratore, prima degli eletti, ma soprattutto consigliere di minoranza, la quale però ha fatto il suo con decisione e senza eccessi. Dai banchi dell’opposizione, Nino Ragusa, che sarà affiancato anche da Patrizia Saglimbeni e Tiziana Bartolotta, ha subito messo il pensiero degli oppositori in chiaro: “Non riconosciamo il sindaco, la Giunta e questa composizione del Consiglio comunale perché la maggioranza dei liminesi ha scelto noi come amministratori e Sebastiano Occhino come sindaco; il risultato è stato falsato dal voto degli emigranti sollecitati”. Quindi, secondo la minoranza, il sindaco dovrebbe prendere atto di ciò e dimettersi, ridando la parola agli elettori. “In assenza di questo atto, non abbiamo nulla da discutere con un’amministrazione che non è politicamente legittimata”. Il concetto in questi giorni è stato declinato in tutte le accezioni possibili da un’opposizione furibonda e decisa a mettere fine a quelle che definisce, nella più educata a tenera delle espressioni, un uso elettorale degli emigranti. Ma per meglio chiarirlo, il pensiero, quando Marcello Bartolotta si è alzato per giurare, l’opposizione si è alzata ed ha abbandonato l’aula, per fare rientro solo quando Restifo aveva cambiato argomento e, soprattutto, Bartolotta aveva cambiato stanza. Da parte loro, Bartolotta, Restifo e Ricciardi hanno difeso il risultato elettorale (Ricciardi: “numeri chiari e vittoria evidente”) e gli emigranti (Bartolotta: “elettori come gli altri, noi non abbiamo pressato nessuno”); Restifo si è anche vestito da pompiere per gettar acqua su un incendio che però appare ormai indomabile. Un esempio? Appena ha chiesto a Nino Ragusa di concordare la seduta urgente per la nomina del revisore dei conti, la risposta è stata: “Forse non siamo stati chiari, non vi riconosciamo, non abbiamo nulla di concordare, fate le vostre scelte noi ci determineremo di conseguenza”.

Ecco, questo è il clima. Tra una raffica ed una tregua armata, dicevamo, il Consiglio ha completato l’insediamento. Nino Restifo (nella foto a lato), presidente uscente, è tornato in carica con i soli voti, otto, di maggioranza. L’opposizione ha votato scheda bianca, così come per la vice presidenza, andata all’assessore uscente Rosanna Ragusa. E mente l’opposizione fuori dall’aula gridava il nome di Occhino, Bartolotta si alzava, si risedeva, si metteva la giacca per la foto dopo il giuramento. E soprattutto annunciava la giunta. Spunta a sorpresa Sebastiano Saglimbeni, che nella stanza dei bottoni, seduto tra Bartolotta e Ricciardi, mira subito alto: “Mi impegno a mettere in funzione il centro di via Nocellito”, un’opera destinata a centro anziani prima e centro riabilitazione poi, realizzata durante il Bartolotta “primo” (1996-2005), ma rimasta sempre chiusa. A lui le deleghe a Turismo Sport e Spettacolo, Salute e strutture socio sanitarie. Confermata in giunta la previsione “rosa”, Jenny Spadaro, a cui vanno Istruzione e Formazione, Famiglia, Politiche sociali, Lavoro, Politiche giovanili ed Associazionismo, che si aggiunge ai già nominati Franco Cannavò, che si occuperà di Territorio ed Ambiente, Agricoltura, Protezione civile e Patrimonio, e Filippo Ricciardi, a cui vanno le deleghe a Beni Culturali, Emigrazione, Politiche comunitarie e di concertazione, Energia, Comunicazione. Ricciardi resterà anche in Consiglio come capogruppo di maggioranza; suo vice capogruppo, Antonio Saglimbeni, entrato in aula in virtù delle surroghe degli assessori, così come Angelo Saglimbeni, che appena giura strappa un record: è il consigliere più giovane, con i suoi 23 anni. In maggioranza anche Sabrina Alejandra Gallina e Stefania Filippa Saglimbeni. Rimane ancora da assegnare la delega di vicesindaco. Insomma, il meno… è fatto. Adesso il dott. Bartolotta dovrà medicare le ferite di un paese evidentemente lacerato e diviso. Ci riuscirà? Tutto da vedere. Di certo sarà necessario tenere aperti i “rubinetti” del dialogo. E magari anche quelli… dell’acqua, già a secco di sera.


COMMENTI

Achille Saglimbeni | il 16/06/2015 alle 15:13:03

La minoranza sull'aventino al grido Clandestino Clandestino Clandestino.........

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