Giovedì 04 Giugno 2026
Il leader del partito e il candidato sconfitto contestano la campagna elettorale condotta


La sconfitta di Sud chiama Nord a Giardini: De Luca e Puccio si scagliano sui vincitori

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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Puccio sul palco con i candidati delle tre liste

Pesante e inaspettata per Sud chiama Nord la sconfitta elettorale a Giardini Naxos. Ad una settimana dall’esito del voto che ha visto gli elettori scegliere Agatino Bosco come sindaco e assegnare a Salvo Puccio il ruolo di oppositore, il partito ha analizzato in piazza Abate Cacciola il risultato, con un ragionamento non poco contraddittorio. Da un lato, infatti, il leader Cateno De Luca ha affermato di rispettare il verdetto del popolo sovrano, ma dall’altro ha spiegato di non poter accettare un risultato derivante da quella che ha definito una campagna elettorale basata solo sul “contro di lui”. «Non si sono confrontate due visioni di modelli amministrativi - ha sostenuto il sindaco di Taormina - ma il fantasma di Cateno De Luca ha caratterizzato l’intera campagna, in cui non ho mai sentito dire che il programma di Puccio fosse irrealizzabile. Noi abbiamo sempre fatto un’analisi della situazione esistente e redatto un programma per gli elettori, perché riteniamo che il confronto democratico si faccia in questi termini e io ho sempre fatto così le campagne elettorali, da quando sono partito da Fiumedinisi ad oggi che sono in odore di fare il presidente della Regione. Poi le campagne si vincono e si perdono, ma posso accettare - ha chiesto ai cittadini in piazza - che a Giardini Naxos un progetto di buona amministrazione non venga premiato per colpa del sindaco di Taormina? Sono state fatte girare le bollette dei rifiuti di Taormina ma non si diceva che la tassa quest’anno è tornata quella del 2023, si è stati disonesti e delinquenti, facendo campagna elettorale rievocando quello che ho fatto come sindaco». Il leader di Sud chiama Nord ha toccato anche la vicenda della sua presenza nei comizi, limitata a due interventi: «Era tanta la pressione di una campagna contro di me che magari voi stessi - ha detto ai componenti delle tre liste di Puccio - avete pensato fosse meglio che non venissi. Mi rimane l’amaro in bocca di non aver avuto la possibilità di affrontare piazza per piazza e quartiere per quartiere chi in modo infamante ha impostato la campagna elettorale contro la mia storia e contro il sindaco di Taormina». 

Sul palco anche l’intervento di Salvo Puccio: «Noi abbiamo concentrato tutto sul programma e sulla competenza ponendo domande al paese e a chi ha amministrato fino ad oggi - ha esordito - per evidenziare tutto quello che in questi anni non è stato fatto. Nessuno aveva mai cristallizzato le problematiche che si sono incrostate nei decenni e questo ha dato fastidio, perchè a turno quelli che erano all’altra parte hanno avuto un ruolo in quello che è stato fatto e non fatto. Li ha accumunati il non fare. In questa campagna elettorale è stato fatto tutto pur di non parlare dei fatti, agendo con azioni di discredito personale e professionale - ha accusato gli avversari, oggi al governo del paese - noi non abbiamo fomentato l’odio, mentre ci è stato detto che siamo burattini delle liste civetta, che abbiamo il padrone che ci guida e che non abbiamo capacità di pensiero. Le elezioni sono state vinte superando le barriere ideologiche, con candidati sindaci che si sono ritirati e uniti e portatori di voti incredibili: si vede che si spaventavano, ma le elezioni non si vincono allagando il campo sportivo quando la squadra avversaria è più forte. Non sono deluso dalla sconfitta ma per come è stata percepita - ha concluso - ha vinto una parte di paese che ha ritenuto sia meglio rimanere così. Faremo opposizione in maniera costruttiva e critica». Per il coordinatore regionale del partito, Danilo Lo Giudice «qualcosa l’abbiamo sbagliata tutti, si può anche arrivare a perdere le elezioni, ci sta e non succede nulla - ha detto - Sud chiama nord sarà a disposizione del progetto dell’opposizione e saremo impegnati a vigilare e fare quello che i giardinesi hanno stabilito. Se le cose non funzioneranno saremo da stimolo per far fare bene».


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