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Giardini, "Incapacità a gestire i problemi del paese, sindaco e consiglieri si dimettano"

di Andrea Rifatto | 30/10/2023 | POLITICA

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Il presidente del Circolo Franco Barberio

Le immediate dimissioni del sindaco e di tutto il Consiglio comunale, affinché si rivada alle urne con la visione e la vocazione della corretta gestione della “res pubblica”. È quanto chiede il Circolo Fratelli d’Italia di Giardini Naxos, commentando le dimissioni dell’assessore Salvatore Spartà e criticando l’attuale gestione politica. “Un valido professionista al pari degli altri tecnici, ma non tutti, che ha lasciato con motivazioni che raccontano uno scenario tipico della politica opportunistica ed incapace che ha contraddistinto gli ultimi decenni - afferma il presidente del Circolo, Franco Barberio - Spartà si è dimesso perché gravitavano troppe ombre nell’ambito della stesura del bilancio, in un disperato tentativo di mettere a posto i conti ed i capitoli di spesa in cui spesso si materializzavano imbarazzanti ‘buchi neri’, e perché nel piano di gestione di rientro del debito con il Consorzio Rete Fognante la vecchia politica ha prevalso sul buon senso. Dietro a tutto questo c’è l'incapacità politica gestionale del sindaco - sostiene FdI - figura quanto mai amorfa, inesistente ma soprattutto incapace nel farsi carico dei problemi e ancora più incapace nel saperli gestire”. Secondo il partito di Giorgia Meloni, a risentire della mancanza di una figura di riferimento sono tutta la struttura comunale e l’apparato dirigenziale, “in balia di se stesso e di consiglieri che inconsci del proprio ruolo e dei doveri spesso travalicano limiti che non sono di loro competenza”. 

Secondo Barberio manca totalmente una visione d’insieme sulle reali necessità del paese, sugli obiettivi da raggiungere e da perseguire, ma soprattutto sulle problematiche che se non gestite porteranno il Comune al dissesto e al disastro. Tra le criticità citate acquedotto e la fognatura colabrodo, impianti elettrici fatiscenti, strade dissestate, municipio che ha ben poco “a norma”. “Buon senso ed onestà politica dovrebbero prevalere nella corretta gestione della cosa pubblica, ma così non sembra pensarla il Consiglio comunale - conclude il presidente del Circolo - che dopo l’innamoramento a cui è seguito il disinnamoramento, un improvviso colpo di fulmine ha svegliato passioni e ardori per il primo amore. Un Consiglio che avrebbe dovuto prendere atto del proprio fallimento sia politico che di coalizione, sfiduciare il sindaco e poi dimettersi. È il più triste ritorno alla politica di un tempo, del do ut des e di cortile aggravata dalla presunzione e dall’arroganza”.


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