Martedì 07 Aprile 2026
Il sindaco decide di resta alla guida del Comune in una fase delicata dopo il dissesto


Francavilla, Pulizzi fa marcia indietro e ritira le dimissioni. Ma incombe la sfiducia

di Andrea Rifatto | 05/04/2026 | POLITICA

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Pulizzi è stato eletto nel 2017

«Ho deciso di restare al mio posto, con rinnovata lucidità e determinazione, per onorare l’impegno preso con i cittadini e per il bene del nostro comune». Allo scadere dei 20 giorni, il sindaco Vincenzo Pulizzi ritorna sui suoi passi e ritira le dimissioni presentate il 13 marzo, quando ha deciso di chiudere la sua esperienza a poche ore di distanza dalla presentazione di una mozione di sfiducia firmata dai cinque consiglieri di maggioranza “superstiti” del gruppo “La Svolta”, Melania Silvestro (presidente del Consiglio), Gianfranco D’Aprile, Carmela Nuzzo, Stefania Russo e Antonino Di Francesco, che gli hanno contestato il mancato rispetto del termine di 90 giorni per la presentazione del bilancio riequilibrato, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario avvenuta l’1 dicembre scorso. Francavilla di Sicilia evita così, almeno per il momento, l’arrivo di un commissario che avrebbe dovuto reggere il municipio fino alle elezioni amministrative del 2027. Ma la mozione di sfiducia arriverà comunque in aula e il futuro di Pulizzi resta incerto. Subito dopo la revoca delle dimissioni, il sindaco ha nominato come vicesindaco l’assessore Salvatore Puglisi. «La decisione di dimettermi è maturata in un momento di forte tensione politico-istituzionale e sotto una spinta emotiva - spiega il sindaco - successivamente rivalutata con maggiore lucidità, equilibrio e senso di responsabilità. Resto esclusivamente per responsabilità verso il paese, i cittadini e le istituzioni tutte, il Comune attraversa una fase di straordinaria difficoltà essendo stato dichiarato il dissesto finanziario e ci sono ancora da compiere adempimenti fondamentali non rinviabili, che incidono direttamente sul futuro del paese, sulla qualità e sulla continuità dei servizi ai cittadini e sulla tenuta complessiva delle istituzioni comunali». Un contesto in cui secondo Pulizzi risulta necessaria la figura del sindaco, chiamato a garantire la continuità dell'azione amministrativa, il coordinamento delle attività istituzionali e l'attuazione degli adempimenti necessari per fronteggiare la fase di dissesto

«Lasciare oggi il Comune significherebbe esporre il paese e i cittadini a una lunga fase di commissariamento - scrive il sindaco - proprio nel momento in cui è necessaria la massima responsabilità: la scelta più semplice sarebbe quella di andare via e abbandonare la nave, la scelta più giusta e saggia invece è quella di restare. Restare non è la scelta più facile, ma è l'unica coerente con il mandato ricevuto e con il dovere di non lasciare il Comune nel momento più difficile della sua storia». Al Consiglio comunale Vincenzo Pulizzi rivolge un appello: «Non è il momento delle divisioni ma della responsabilità per il paese - conclude - la mozione di sfiducia è legittima ma in questa fase servono stabilità, coesione e senso delle istituzioni. Provocare una crisi è semplice, assumersi la responsabilità di evitarla è più difficile, ma necessario; in momenti come questo la differenza non è tra maggioranza e opposizione, ma tra chi tutela il Comune e chi rischia di aggravarne la condizione. Non è il momento delle divisioni ma della responsabilità - conclude Pulizzi - non per il sindaco, non per i gruppi politici ma per il paese, i cittadini e le istituzioni».


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