Sabato 14 Marzo 2026
Passo indietro dopo la presentazione della mozione di sfiducia dalla sua maggioranza


Francavilla, il sindaco Vincenzo Pulizzi si dimette: "Non ci sto al ricatto continuo"

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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Pulizzi era stato eletto nel 2017

Getta definitivamente la spugna il sindaco di Francavilla di Sicilia. Vincenzo Pulizzi, in carica dal 2017, ha rassegnato ieri mattina le dimissioni dalla carica chiudendo così con un anno di anticipo il suo secondo mandato. Un gesto arrivato dopo la mozione di sfiducia presentata poche ore prima dai cinque consiglieri rimasti “superstiti” nel gruppo di maggioranza “La Svolta”, Melania Silvestro (presidente del Consiglio comunale), Gianfranco D’Aprile, Carmela Nuzzo, Stefania Russo e Antonino Di Francesco, che hanno contestato a Pulizzi il mancato rispetto del termine di 90 giorni per la presentazione del bilancio riequilibrato dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, avvenuta l’1 dicembre, ritenendolo il risultato di un’inefficienza gestionale e politica e rilevando un’insanabile frattura politica tra l’organo consiliare e l’esecutivo, con la compromissione di qualsiasi forma di collaborazione istituzionale orientata al risanamento dell’Ente. Mozione di sfiducia che non è stata condivisa dal capogruppo Filippo Grifò, che si è dimesso tre giorni fa da consigliere comunale ritenendo che «sarebbe stato più logico e meno gravoso per la comunità completare le procedure propedeutiche all'insediamento dell'Organismo straordinario di liquidazione - ha spiegato - per poi procedere alla sfiducia qualora ce ne fosse stata la necessità», evidenziando comunque «accentuate e marcate divergenze politiche rispetto alle visioni e prospettive del sindaco, poco solerte agli input suggeriti dal gruppo “La Svolta” e poco autoritario nei confronti degli Uffici e delle ditte affidatarie». Le dimissioni del sindaco Pulizzi, ex esponente di Sud chiama Nord, diventeranno irrevocabili dopo 20 giorni (3 aprile) e a Francavilla di Sicilia arriverà un commissario straordinario che traghetterà il Comune fino alle elezioni del 2027 (scadenza naturale della consiliatura), visto che non ci sono i tempi per andare alle urne il 24 e 25 maggio in quanto le dimissioni diventeranno irrevocabili dopo il termine ultimo previsto per l’emanazione del decreto dell’assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica di fissazione delle date di votazione, ossia entro il 60esimo giorno precedente quello della votazione, ed, eccezionalmente, non oltre il 55esimo giorno precedente quello della votazione, dunque da 25 al 30 marzo. Il Consiglio comunale, invece, rimarrà regolarmente in carica.

«Ho sempre dichiarato che non avrei mai lasciato il timone - ha scritto Pulizzi protocollando una lunga lettera indirizzata al Consiglio comunale, alla segretaria e alla cittadinanza - perché dovevo completare quel percorso iniziato già dal 2017, e che doveva portare alla svolta, al cambiamento dei vecchi metodi e sistemi di governo della cosa pubblica, al risanamento dei conti, affinché chi sarebbe venuto dopo avrebbe potuto programmare l'attività amministrativa in maniera più accorta ed oculata per fornire le dovute risposte in termini di efficacia ed efficienza dei servizi alla comunità amministrata. Ma non ci sto più, questa forma di ricatto continuo non aiuta e non fornisce alcuna utilità alla risoluzione dei problemi e delle criticità per la nostra comunità, pertanto lascio questo incarico con la consapevolezza di aver svolto il proprio mandato con impegno, lealtà istituzionale e spirito di servizio, affrontando scelte difficili e momenti complessi sempre con l'unico obiettivo di tutelare l'interesse della comunità. Resta la convinzione che le istituzioni debbano sempre prevalere sulle divisioni e sulle contrapposizioni, e che il futuro del paese debba essere costruito attraverso il dialogo, la responsabilità e il rispetto reciproco». Vincenzo Pulizzi, rimasto al governo con due soli assessori, ha appreso della mozione di sfiducia dopo l’ultima “infuocata” riunione di maggioranza e ha deciso di anticipare tutti: «Un orientamento riconducibile, visti i toni e l’andamento della riunione, solo marginalmente a reali divergenze politiche quanto piuttosto a puerili risentimenti personali - contesta ai suoi ex consiglieri - il gruppo ha tentato di giustificare l'iniziativa parlando di inefficienza del sindaco e della giunta, senza considerare che qualche componente del gruppo che ha fatto parte attiva della giunta condividendone le scelte fino a qualche mese prima. Non posso quindi non rilevare che l'annunciata mozione di sfiducia appaia priva di coerenza e dettata dalla volontà di colpire la persona del sindaco per ragioni estranee al merito amministrativo. Pertanto, al fine di non dare alcuna ulteriore soddisfazione a tali logiche, ho deciso di anticipare tale scenario». Il sindaco aveva annunciato che avrebbe lasciato la fascia dopo l’approvazione del bilancio riequilibrato, ma ha anticipato i tempi con una decisione che «non rappresenta un gesto di rinuncia - precisa - ma la consapevole scelta di privilegiare l'interesse generale della comunità rispetto ogni altra considerazione».

In questi 20 giorni Pulizzi ha annunciato «un breve programma di attività, volto ad affrontare alcune delle principali criticità ancora aperte, con l'obiettivo di concludere questa esperienza amministrativa con la serenità e la consapevolezza di aver sempre operato nell'interesse esclusivo della collettività». In particolare si concentrerà sulla scuola, la viabilità urbana, l'igiene ambientale, la gestione del centro storico. l'emergenza ambientale connessa al rinvenimento della discarica nel torrente Zavianni. «Tra le questioni di maggiore rilievo non può inoltre essere dimenticato che l'Ente si trova attualmente in situazione di dissesto finanziario, circostanza che impone un supplemento di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte - conclude il sindaco dimissionario - e rivolgo un appello al Consiglio comunale, alle forze politiche e a tutti i soggetti istituzionali interessati, affinché si possa collaborare fattivamente per completare nel più breve tempo possibile la definizione della procedura di attivazione delle entrate proprie, adempimento doveroso e indispensabile per avviare il percorso di predisposizione della bozza del bilancio stabilmente riequilibrato, passaggio fondamentale per il risanamento finanziario dell'Ente e per garantire stabilità amministrativa alla comunità».


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