Domenica 14 Luglio 2024
A 4 mesi dall'interrogazione sull'illuminazione non sono arrivate spiegazioni


Forza d'Agrò, nessuna risposta sul cimitero di Scifì: consigliere diffida il sindaco

di Andrea Rifatto | 12/03/2020 | POLITICA

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Il consigliere di minoranza Federico Lombardo

Non è ancora arrivata una risposta dall’Amministrazione comunale di Forza d’Agrò all’interrogazione presentata il 31 ottobre dal consigliere di minoranza Federico Lombardo sulla gestione dell’appalto dell’illuminazione votiva del cimitero di Scifì, affidata dal luglio 2014 alla ditta Gm Impianti di Miano Giovanni di Casalvecchio. E così l’esponente di opposizione ha inviato al sindaco Bruno Miliadò, al segretario comunale Giuseppe Bartorilla e al dirigente dell’Area tecnica Sebastiano Stracuzzi una diffida e messa in mora chiedendo la consegna entro cinque giorni della documentazione richiesta mesi fa, con riserva, in difetto, di ogni iniziativa idonea alla tutela delle prerogative del consigliere e dei diritti, anche di natura economica, dell’Ente”. In mezzo vi è stata una comunicazione inviata il 28 ottobre al consigliere dall’ex segretaria comunale Sabrina Ragusa, con la quale si informava che era stata chiesta al dirigente dell’Ufficio tecnico una dettagliata relazione su quattro quesiti dell’interrogazione. Ma da allora più nulla. “Quella nota non costituisce risposta all’interrogazione ma mera comunicazione di tardivo avvio di verifica interna, peraltro operata dal segretario e non dal sindaco – scrive nella diffida Federico Lombardo – e il sindaco non ha provveduto a rispondere nel termine fissato all’interrogazione, che va riscontrata integralmente. A fronte dell’interrogazione, in cui si segnalava l’urgenza per l’imminenza del servizio di lampade votivo cimiteriale, soltanto il 25 novembre  è stata avviata la verifica con la richiesta di relazione in riferimento alla presenza o meno di documentazione e somme versate – aggiunge Lombardo – e la mancata tempestiva verifica e l’eventuale mancato tempestivo intervento ha comportato la prosecuzione di un rapporto di cui il Comune non ha ancora verificato la legittimità”. Il consigliere aveva chiesto con l’interrogazione al Comune tutta la documentazione dell’appalto e di sapere in particolare a quanti ammontino le somme versate dal concessionario dal 2014 a oggi. Ma finora il Comune ha scelto la strada del silenzio.


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