Filippo Ricciardi cala il poker a Limina: è eletto sindaco per la quarta volta - RISULTATI
di Filippo Brianni | oggi | POLITICA
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La compagine uscita vittoriosa dalle urne
Salpato con in poppa il favore del pronostico e attraversata con vento di bonaccia una campagna elettorale priva di tempeste, a Limina il sindaco uscente Filippo Ricciardi conduce in porto la rielezione che gli consente di calare il poker. Per quarta volta (le prime due furono tra il 2005 ed il 2015) infatti, ottiene dai propri cittadini il mandato di rappresentarli. Con 377 voti (66,96%) è riuscito a staccare Jenny Spadaro, che è stata la prima candidata sindaco donna a Limina, ma non sarà la prima sindaca, fermatasi a quota 186 (33,04%). Almeno non per questa tornata. Vince anche la lista “Volontà popolare” a sostegno di Filippo Ricciardi, che incassa 361 voti (64,69%), i cui componenti sono destinati tutti a far parte dell’Amministrazione comunale. È già certo, infatti, visto che sono stati designati assessori, il passaggio in giunta di Sebastiano Musumeci e Pamela Bartolotta. Su 1.756 elettori (oltre 1.100 sono residenti all’estero e i “locali” sono circa 620) hanno votato nelle due sezioni in 573, pari al 32,63%, rispetto al 36,06% del 2020. Eletti in maggioranza Antonino Ragusa, Stefania Barra, Antonino Leonardo Bartolotta, Pamela Bartolotta, Sebastiano Musumeci, Serena Maria Tamà eAntonio Filippo Zaccaria; in minoranza vanno Jenny Spadaro come candidato sindaco giunto secondo e i consiglieri Maria Elena Rizzo e Giuseppe Bartolotta della lista "Progettare il futuro costruire il presente", che ha ottenuto 197 voti (35,31%). Le schede nulle sono state sei, quattro le bianche. Adesso Ricciardi deve riconquistare il paese Il profilo del sindaco rieletto LISTA “VOLONTA’ POPOLARE-LIMINA 2026” (in grassetto gli eletti) 1) Antonino Ragusa 60 2) Andrea Michael Ardizzone 36 3) Stefania Barra 49 4) Antonino Leonardo Bartolotta 70 5) Pamela Bartolotta detta Pamela 141 6) Concetta Galifi 39 7) Sebastiano Musumeci 89 8) Antonino Occhino 25 9) Serena Maria Tamà 103 10) Antonio Filippo Zaccaria 44 LISTA “PROGETTARE IL FUTURO, COSTRUIRE IL PRESENTE” 1) Giuseppe Bartolotta 58 2) Giovanni Filippo Angelo Cannavò 31 3) Cateno Gianfranco Garigali 24 4) Alan Occhino 22 5) Sarah Paratore 53 6) Maria Elena Rizzo 61 7) Alfio Filippo Saglimbeni 14 8) Antonio Saglimbeni 19 9) Angelo Saglimbeni 19 10) Mariangela Stracuzzi 50
Conquistata l’elezione, ora Ricciardi dovrà riconquistarsi il paese. Perché, a dispetto del suono dei numeri, c’è il anche la colonna sonora degli umori, a cui i giovani della lista di minoranza hanno dato in qualche modo voce e rappresentanza, seppur forse fuori tempo massimo. È stata un’elezione strana, dove l’entusiasmo per i rispettivi leader si è disperso quanto la famosa particella di sodio della pubblicità. Alla fine, molti hanno scelto Ricciardi più per il timore che dall’altra parte riapparisse Marcello Bartolotta che per reale convinzione sui benefici del quinquennio trascorso, che comunque Ricciardi – le cui doti umane gli consentono spesso di sopperire alle difficoltà politiche - ha continuato a rivendicare fino all’ultimo. Ma la sensazione è che se Bartolotta è stato sostanzialmente deposto cinque anni fa, e queste elezioni hanno chiarito il concetto, per Ricciardi possa trattarsi dell’ultimo giro e che presto su entrambi i fronti si ragionerà su percorsi politici che escano dal dualismo Ricciardi-Bartolotta, che avrà dato benefici, soprattutto nella prima fase, ma dopo tre decenni è diventato quanto meno ingombrante.
Filippo Ricciardi il municipio di Limina, in 33 anni di attività politica, se l’è girato tutto, sgabuzzini compresi. Ha iniziato da consigliere di minoranza, nel 1993, in seno al Pli ed insieme a Marcello Bartolotta (che nel frattempo si era convertito da MSI a DC). Era l’epoca dei cappellini di “Limina free”, il movimento aiutato anche dagli emigranti negli Usa, per “liberare” Limina da Francesco Garigali, sindaco socialista in carica da decenni. La spallata non riuscì subito, ma solo nel 1996. Allora Bartolotta divenne sindaco e Ricciardi assessore. La compagine riuscì a mietere consensi e successi e venne riconfermata anche nel 2000, con Ricciardi vicesindaco. È il periodo “lomontiano” in cui tutta l’Amministrazione segue il politico granitese, con indubbi benefici. Nel 2005 Bartolotta deve lasciare per doppio mandato e sceglie Ricciardi come proprio sindaco, riconfermato anche nel 2010. Una sindacatura, questa, fortemente condizionata dallo stesso Bartolotta che resta comunque di fatto il leader del gruppo e che 2015 si riprende la carica di sindaco. Già l’aria, però, è diversa. I risultati non sono quelli della prima fase ed il consenso meno. Bartolotta piega al fotofinish Sebastiano Occhino e Ricciardi resta in giunta. Nel 2020 succede l’imponderabile. Scoppia la coppia di fatto Bartolotta-Ricciardi ed i due si trovano clamorosamente conto. Vince Ricciardi. Il resto è presente.













