"Dissesto a Taormina per evasione e corruttela". esplode il caso per le parole di De Luca
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
108 Lettori unici
De Luca a Putignano
«Il Comune era in dissesto perchè il livello di corruttela era elevato e l’evasione era quasi all’80% e appena eletto ho dovuto denunciare alla Guardia di Finanza continue situazioni scottanti». Parole pronunciate dal sindaco di Taormina, Cateno De Luca, durante il “Kepos Fest di Putignano (Bari), alla presenza di autorità come il prefetto Franco Gabrielli. Frasi che sono rimbombate immediatamente in città, suscitando anche critiche. «Dichiarazioni gravi e politicamente inaccettabili - esordisce il gruppo politico Progetto Ricostruzione Taormina - non perché non si debbano combattere illegalità, evasione o irregolarità. Al contrario: chi amministra ha il dovere di farlo. Ma una cosa è contrastare chi non paga e chi viola le regole; altra cosa è rappresentare pubblicamente Taormina come una città di evasori, usando la nostra comunità come materiale da racconto politico personale. Da mesi poniamo una questione diversa: se davvero si vuole recuperare fiducia, risorse e regolarità, perché non utilizzare anche strumenti concreti per aiutare cittadini e imprese a mettersi in regola?». Prt ricorda come già nel Consiglio comunale del 2 marzo il consigliere di minoranza Luca Manuli abbia posto direttamente il tema il tema sull’adesione alla Rottamazione quinquies e che l’Amministrazione aveva dichiarato di essere al lavoro sulla questione e di avere attivato gli uffici per verificarne gli effetti economico-finanziari. «Da allora, però, nulla - si contesta oggi - nessuna proposta, nessun regolamento, nessuna decisione politica chiara» Per questo Manuli ha presentato un’interpellanza urgente, chiedendo formalmente di conoscere l’esito di quelle verifiche e le reali intenzioni dell’Amministrazione. «Oggi siamo qui a chiedere che fine abbiano fatto quelle verifiche - afferma Manuli - se la misura non è sostenibile, lo si dica con atti e numeri, se invece è sostenibile, si spieghi perché non si è proceduto. Quello che non accettiamo è dipingere Taormina come una comunità di evasori, mentre chi amministra non costruisce alcuna soluzione concreta». Progetto Ricostruzione Taormina ricorda che la definizione agevolata non è un favore e non è una resa contro l’evasione, perchè il contribuente paga l’intero importo dovuto senza sanzioni e gli interessi, ma uno strumento che molti Comuni hanno valutato o adottato per recuperare crediti, ridurre contenziosi e permettere a cittadini e imprese di regolarizzare posizioni pregresse con condizioni più sostenibili. «Il punto politico è ormai evidente - aggiunge Marco Rao, segretario di Prt - il sindaco usa Taormina per la propria visibilità, ma quando c’è da amministrare nell’interesse dei taorminesi tutto si ferma. Fuori città descrive Taormina come un problema, dentro la città non costruisce soluzioni». Per Prt è ormai evidente una dinamica politica: «Taormina e i taorminesi vengono usati come mezzo per alimentare la visibilità del sindaco, mentre le parole non vengono accompagnate da atti concreti. Il problema non è denunciare irregolarità o combattere l’evasione, ma farlo senza misura, senza distinguere e senza difendere l’immagine della città. Tutto questo avviene nel silenzio dei consiglieri di maggioranza, che non prendono posizione né davanti a dichiarazioni che colpiscono Taormina, né davanti alle occasioni perse per aiutare cittadini e imprese, né davanti all’assenza di risposte su strumenti che avrebbero potuto essere valutati seriamente e portati in Consiglio. Il modello De Luca e questa Amministrazione hanno bruciato la frizione - conclude Luca Manuli, - fanno proclami su proclami senza alcuna attenzione ai cittadini. I taorminesi hanno chiesto un cambiamento, ma Taormina ha bisogno di essere amministrata, rispettata e difesa con atti, scelte e responsabilità. Prt continuerà a fare ciò che questa Amministrazione non fa: avanzare proposte, indicare strumenti concreti e difendere Taormina e i taorminesi».













