Domenica 30 Agosto 2026
Intervento sostitutivo dopo la bocciatura in aula. Continua il botta e risposta politico


Castelmola, il commissario tira dritto e approva il bilancio. Chieste dimissioni di Russo

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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Arriverà un commissario per il Consiglio

Saranno mesi “infuocati” da qui alle elezioni amministrative del 2027 a Castelmola. La bocciatura del bilancio di previsione 2025-2027, infatti, ha innescato un continuo botta e risposta destinato a durare fino alla campagna elettorale. Dopo la mancata approvazione in aula, il commissario ad acta Giovanni Cocco ha proceduto in via sostitutiva e ha trasmesso la deliberazione al Dipartimento regionale Autonomie Locali, che nel giro di un mese procederà con gli adempimenti di competenza e l’applicazione della sanzione, ossia lo scioglimento del Consiglio comunale. Il funzionario regionale ha esaminato sia la nota di alcuni consiglieri che paventavano presunte criticità e illegittimità nel documento finanziario che l’atto extragiudiziale con diffida e messa in mora inviato dal consigliere indipendente Giuseppe Biondo, che invitava il commissario a non approvare il bilancio e a valutare le condizioni economico-finanziarie dell’ente, fino al punto di dichiarare il dissesto finanziario o attivare la procedura di riequilibrio riequilibrio pluriennale. Il commissario Cocco ha però ritenuto che «da un’attenta lettura del parere espresso dall’organo di revisione non emergono le presunte gravi ed insanabili patologie contabili che inficiano lo schema di bilancio 2025-2027« e CHE «non rientra nell’alveo delle competenze commissariali verificare la sussistenza dei presupposti dello stato di dissesto finanziario», tirando dritto per la propria strada e approvando regolarmente la delibera. In aula, lo ricordiamo, i quattro consiglieri di maggioranza Giorgio Gullotta, Daniele Brunetto, Giuseppe Cundari e Angelo Curcuruto si sono astenuti, la presidente Patrizia Pizzolo e il capogruppo di minoranza Angelo D’Agostino hanno espresso voto contrario, mentre si sono allontanati prima del voto gli esponenti di minoranza Massimiliano Pizzolo e Giorgia D’Agostino e l’indipendente Giuseppe Biondo; assente la consigliera di maggioranza Lisa D’Agostino. 

La lettera del sindaco ai cittadini
Il sindaco orlando Russo si è rivolto ai cittadini con una lettera, fornendo la propria versione su quanto accaduto. «È un momento delicato per la vita istituzionale del nostro Comune - ha esordito - una situazione che impone senso di responsabilità, chiarezza e massimo impegno nell’interesse della nostra comunità. Al di là delle vicende politiche e delle responsabilità che saranno valutate nelle sedi competenti, il nostro dovere rimane quello di garantire continuità all’azione amministrativa e di tutelare i servizi e gli interessi dei cittadini. Insieme ai componenti la Giunta comunale e ai cinque consiglieri di maggioranza, intendiamo proseguire con determinazione nel lavoro amministrativo, affrontando le priorità del paese: manutenzione e decoro urbano, servizi ai cittadini, valorizzazione del territorio, sostegno alle attività economiche, turismo, viabilità e programmazione delle opere necessarie allo sviluppo di Castelmola e delle sue contrade. Purtroppo duole constatare che la situazione venutasi a creare è da attribuirsi all’irresponsabilità dei consiglieri di minoranza - sostiene Russo - che insieme a due consiglieri di maggioranza e con il contributo determinante dei “cambia casacca” in aula, hanno portato a questo triste epilogo. In aula erano presenti 9 consiglieri di cui 3 della vecchia minoranza e 2 fuoriusciti dall’attuale maggioranza i 4 consiglieri di maggioranza eletti alle amministrative del 2022 rimasti fedeli al programma elettorale della lista “Castelmola città futura” si sono trovati in minoranza numerica e non hanno potuto fare altro che constatare che la volontà della nuova maggioranza “nata” in aula per l’occasione era la non approvazione del bilancio. A questo punto, i consiglieri “superstiti” hanno ritenuto opportuno gettare la spugna e affidare l’approvazione del documento programmatico ad un organo terzo. In sostanza, i consiglieri rimasti fedeli al progetto della mia compagine amministrativa hanno preferito sacrificare loro stessi, dimostrando di non essere legati (o attaccati) alla poltrona e nel rispetto della verità e della veridicità del bilancio, hanno scelto di rimettere il loro incarico anziché restare tranquillamente al loro posto. Tuttavia, lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale non deve significare la conclusione dell’impegno per Castelmola. Al contrario, deve rappresentare l’occasione per rafforzare il rapporto con i cittadini, ascoltare le esigenze del territorio e preparare con serietà le prossime sfide amministrative. Il clima che si respira non depone a favore della città. È il momento di mettere da parte (accantonare) inutili insulti e offese che sono stati perpetrati anche sul piano personale e trasferire il dibattito sul piano squisitamente politico nell’interesse della nostra comunità che sono certo sta a cuore a tutti noi - ha concluso il sindaco - guardiamo al futuro con fiducia e con consapevolezza che, nelle prossime elezioni previste per il 2027, saranno ancora una volta i cittadini ad esprimere democraticamente le proprie scelte. Fino ad allora continuerò a svolgere il mio ruolo con responsabilità, nel rispetto delle istituzioni e nell’interesse di tutta la comunità di Castelmola».

La minoranza: “Il sindaco la smetta con le commedie e si dimetta”
Al manifesto del primo cittadino ha replicato il capogruppo di minoranza Angelo D’Agostino: «Il sindaco Orlando Russo cerca di scaricare ad altri le proprie responsabilità politiche - ha esordito - parla di "irresponsabilità", cercando di giustificare il palese fallimento dell'Amministrazione comunale. La realtà è evidente: la perdita della maggioranza e l'incapacità di approvare il bilancio di previsione attestano che l'esperienza di questa Amministrazione è giunta al termine. Senza il sostegno dell'aula, non esiste la forza politica necessaria per governare. Rimanere in carica a ogni costo non serve gli interessi della comunità. Se si ama davvero questo borgo, occorre prenderne atto con senso di responsabilità. L'unico atto di dignità istituzionale rimasto è che il sindaco rassegni immediatamente le proprie dimissioni. Ridiamo la parola ai cittadini per consentire a Castelmola di ripartire con una nuova visione. Dimostri lui di non essere attaccato alla poltrona, la smetta con le commedie, i cittadini hanno bisogno di un sindaco serio, capace e non burlone, altrimenti rischia di passare per un arlecchino della politica. I numeri parlano chiaro: la minoranza ha dato la possibilità alla maggioranza, da alcuni definita “marionette”, di votare la proposta e di far passare il bilancio. In quel momento in aula c'erano sei consiglieri comunali, due liberi e 4 che prendevano ordini. A casa mia, 4 voti sono più di 2. Eppure c’è ancora qualcuno che insiste nel sostenere che la delibera non sarebbe passata. Se necessario, sono pronto persino a regalare un pallottoliere, così magari sarà più semplice fare i conti. Basta con le bugie: i documenti e i numeri sono lì, sotto gli occhi di tutti». Per il consigliere Massimiliano Pizzolo «è stata la stessa maggioranza ad affondare e bocciare il bilancio da essa gestito e presentato. Che chi amministra non riesca a garantire i numeri per approvare i propri strumenti finanziari è un fatto di una gravità istituzionale inaudita, che attesta una spaccatura e una paralisi interna non più dissimulabili. L'anomalia più macroscopica risiede nell'astensione di un componente della Giunta che, dopo aver approvato l'esecutivo del bilancio in sede di Giunta comunale, si è astenuto in aula. Si tratta di un cortocircuito istituzionale: un assessore che sfiducia in Consiglio il documento che ha redatto e approvato in Giunta smentisce la stessa compagine di governo. L'attribuzione della colpa alle opposizioni o ai presunti "dissidenti" nasconde la realtà dei fatti: la crisi nasce tutta interna alla maggioranza ed è maturata nell'assenza di coinvolgimento e condivisione delle scelte economiche dell’Ente. ​L'uso della norma per provocare il decadimento del solo organo consiliare, mantenendo in carica sindaco e Giunta, dimostra come l'obiettivo non fosse la tutela dell'Ente, ma la messa a tacere di un Consiglio che pretendeva il rispetto delle regole e la verifica della reale tenuta dei conti pubblici».


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