Sabato 04 Aprile 2020
Siglata l'intesa politica tra maggioranza e minoranza voluta dal sindaco Saetti


Casalvecchio, nasce la grande coalizione: nella Giunta comunale entrerà una donna

di Andrea Rifatto | 17/02/2020 | POLITICA

1320 Lettori unici | Commenti 1

Giunta, maggioranza e minoranza all'insediamento del 2018

La freccia di Cupido è stata lanciata pochi giorni prima di Natale e subito erano arrivati segnali di come sarebbe stato un amore corrisposto. Adesso è l’ora del matrimonio. A Casalvecchio Siculo è stata siglata l’intesa tra maggioranza e minoranza, che si concretizzerà con l’ingresso nella Giunta comunale di Mariella Gerami, 25enne consigliera comunale di opposizione alla prima esperienza in politica, sul cui nome entrambi gli schieramenti si sono detti d’accordo. La nomina ad assessore, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, verrà formalizzata dal sindaco Marco Saetti nei prossimi giorni e alla Gerami andrà il quarto assessorato istituito lo scorso anno dalla Regione, che il sindaco finora non ha assegnato. Proprio Saetti a metà dicembre aveva spiegato di ritenere come fossero maturi i tempi “per un salto di qualità della vita politica, con l’avvio di un processo che guardi all’unità non transitoria ma di ampio e lungo respiro. Non un accordo di potere - aveva detto - ma un confronto libero da pregiudizi”. E poche ore dopo era arrivato il sì alla proposta da parte del gruppo di minoranza, che l’ha definita “di alto profilo nel solo e mero interesse della nostra comunità e per il progresso e l’evoluzione di essa”, per creare un’unità “non rivolta soltanto al presente o in modo transitorio, ma con una prospettiva di ampio e lungo respiro che indicherà e formerà nel prossimo futuro una classe dirigente che sappia sviluppare ed accrescere il lavoro svolto in questi ultimi sette anni”.

Al di là delle parole, era chiaro che la volontà del sindaco, rieletto nel 2018, fosse quella di riunire tutte le forze politiche casalvetine per far sì che al termine del suo mandato non vi siano diatribe fratricide, ma anzi un’unica compagine che si presenti all’elettorato. Saetti si è quindi confrontato nei giorni scorsi con la sua squadra e la quasi totalità dei componenti, pur non del tutto convinta dell’operazione “grande coalizione”, ha accettato ponendo però un veto sulla nomina ad assessore dei consiglieri Carmelo Palella, già vicesindaco con Saetti, e Carmelo Saglimbene, ex presidente del Consiglio, proponendo un nome nuovo, quello di Mariella Gerami. E l’opposizione, che in questi 18 mesi è stata collaborativa garantendo anche il numero legale in prima convocazione in Consiglio comunale, vista l’assenza per motivi di lavoro di alcuni consiglieri di maggioranza, ha detto sì. Un accordo che però non è ben visto da parecchi cittadini: da un lato i sostenitori di Marco Saetti e della sua squadra ritengono come l’Amministrazione abbia tutti i numeri e le forze per poter governare senza dover ampliare la compagine; dall’altro chi ha votato per la lista avversaria non condivide l’ingresso della minoranza nel governo cittadino, visto che le affidato il ruolo di opposizione e controllo. Un’intesa che se da un lato punta a spazzare via gli odi politici (a Casalvecchio, però, sono più quelli personali difficilmente eliminabili) rischia però di creare conflitti interni sulla scelta del prossimo candidato sindaco, perché dopo questo matrimonio crescerà il numero di chi aspira alla poltrona più alta. E il rischio di divorzi non è affatto escluso nei prossimi anni.


COMMENTI

Casablanca Domenico | il 17/02/2020 alle 15:32:59

Questa che qui leggo è una grande notizia ed una grande opportunità per il mio paese. Certamente questa " grande coalizione " comporterà il rischio di conflitti, incomprensioni ed ostacoli non facili da superare. Si tratta di misurare la vera portata della comune volontà di operare per il bene della comunità partendo da un progetto reale di possibilità per Casalvecchio. Occorre far prevalere il comune intento di salvaguardare e sviluppare le potenzialità del nostro Comune sul risentimento personale, la critica ostruttiva e la preconcetta volontà di dividere il paese in fazioni che lottano tra di loro. Credetemi, per mia esperienza ho già visto dove porta la lotta politica fine a se stessa, specie in quelle zone dove i piccoli centri si svuotano ed ogni prospettiva di fattivo miglioramento viene sopraffatta da sterili polemiche e odi personali, mentre la comunità perde fiducia e speranza in una possibilità di riscatto e di ripresa economica.Auguri vivissimi alla compagine che si accinge a lavorare in unità di intenti.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.