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Capodanno al Palacogressi, Manuli e Corvaia incalzano l'Amministrazione: ecco le domande
di Redazione | oggi | POLITICA
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La sala al quarto piano affittata dal Comune
C’è ancora molto da capire e chiarire sulla cena-spettacolo di Capodanno al Palazzo dei Congressi di Taormina. Così i consiglieri di minoranza Luca Manuli e Nunzio Corvaia del gruppo “Rinascimento Taormina” hanno presentato all’Amministrazione comunale un’interrogazione con richiesta di risposta scritta. «La concessione amministrativa del 22 dicembre riguardava una cena con intrattenimento musicale finalizzata alla raccolta fondi per l’Asd Football Club Taormina - evidenziano - ma già dal 16 dicembre l’evento è stato pubblicizzato sui social e commercializzato tramite piattaforme online con la vendita ed il relativo invito aperti al pubblico, con prezzi differenziati (150 euro cena, 30 euro dopocena e 400 euro tavolo privé); inoltre veniva garantito telefonicamente il ballo post-cena e la locandina non riportava né il nome dell’associazione né riferimenti alla raccolta fondi». Per i due consiglieri testimonianze e video fanno emergere che «la sala è stata trasformata in pista da ballo, con presenza di effetti pirotecnici; vi è stato un probabile superamento della capienza autorizzata (150 persone); risultano presenti assessori e consiglieri comunali e sono state vendute consumazioni al prezzo di 10 euro nonostante il divieto di commercializzazione di alimenti e bevande». L’interrogazione dei due consiglieri Controlli e sanzioni
Manuli e Corvaia pongono quindi una serie di interrogativi per sapere se il cambio di destinazione d’uso da “congressuale-cine-teatrale” a “cena con spettacolo” sia stato correttamente recepito negli atti amministrativi e tecnici competenti; la ragione per cui il sito Amministrazione trasparente del Comune riporta il regolamento precedente e pertanto non evidenzia la possibilità di richiedere concessioni per cene di gala; se la classificazione Tari sia stata conseguentemente modificata; se sia stata garantita un’adeguata informazione alla cittadinanza al fine anche di evitare possibili discriminazioni; per quali motivi sia stata accolta con urgenza l’istanza (deliberazione il giorno stesso); perché l’organizzazione di una cena di Capodanno sia stata ritenuta di interesse generale per la collettività a discapito del principio della concorrenza. Nell’interrogazione viene chiesto anche con quali modalità sia stato calcolato l’importo da pagare al Comune per l’utilizzo del Palacongressi, se siano state applicate eventuali riduzioni e se sì le ragioni per le quali è stata concessa una riduzione del canone per un evento di intrattenimento da effettuarsi a Capodanno; se è stato applicato l’incremento del 30% richiesto dall’art. 6, perché negli atti ufficiali non vi è alcuna informazioni relativa all’agevolazione concessa e perché tali vantaggi economici non risultino nella sezione Amministrazione trasparente.
I due consiglieri chiedono soprattutto «perché non siano stati effettuati controlli preventivi, nonostante le evidenti incongruenze emerse nella promozione e nella vendita dell’evento rispetto alla natura dichiarata dello stesso; per quale ragione non siano stati svolti controlli durante lo svolgimento dell’evento, finalizzati a garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica, considerata la peculiarità dell’iniziativa (probabile trasformazione della sala in pista da ballo e possibile superamento della capienza massima consentita); per quale motivo gli amministratori presenti non abbiano ritenuto sussistenti le condizioni per un intervento immediato, data la palese violazioni delle prescrizioni; quali sanzioni e/o provvedimenti consequenziali siano stati adottati a fronte del fatto che l’istanza divergeva dalla reale natura dell’evento e del mancato rispetto delle prescrizioni contenute nella concessione e nella licenza di pubblico spettacolo, con particolare riferimento alla esplicita esclusione del ballo e alla potenziale messa a rischio dell’incolumità pubblica. E infine quale importo sia stato eventualmente trattenuto a valere sulla fideiussione o sul deposito cauzionale, in ragion del mancato adempimento degli obblighi assunti e della non corretta gestione degli spazi concessi, al fine di evitare che la concessione si traduca in un atto discrezionale a vantaggio di specifici soggetti e, conseguentemente, in una distorsione della concorrenza e del libero mercato».

















