Sabato 31 Luglio 2021
La denuncia della deputata all'Ars Valentina Zafarana inviata ad Asp, Regione e Ministero


"Caos sanità nel Messinese, a rischio i servizi riabilitativi da S. Teresa a Barcellona"

12/10/2016 | POLITICA

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La deputata Valentina Zafarana

“Una fetta di territorio che si estende da S. Teresa di Riva a Barcellona P.G. rischia di non poter più usufruire dei servizi pubblici di riabilitazione perché la città di Messina potrebbe rimanere senza strutture in grado di offrire il servizio. E ciò a vantaggio delle strutture private”. Lo denuncia la deputata del Movimento Cinque Stelle all’Ars Valentina Zafarana, che ha scritto al direttore generale dell’Asp di Messina, Gaetano Sirna. “La sanità del Messinese è nel caos – esordisce –: in particolare, il modello di rete riabilitativa dell’Asp non sembra definire chiaramente l'articolazione delle sedi riabilitative né vi è menzione alla dotazione organica competente nelle sedi. É nostro profondo convincimento – prosegue la deputata – che sia opportuna una riorganizzazione della rete integrata di riabilitazione, tenendo in considerazione non solo meri dati approssimativi ma le reali esigenze del territorio”. Valentina Zafarana, nella missiva indirizzata anche al Ministero della Salute e all’assessore regionale, il deputato Baldo Gucciardi, chiede di tenere in considerazione l'indice demografico delle aree coinvolte e di conoscere la definitiva assegnazione del personale con quantificazione delle unità previste per ogni sede territoriale, le modalità, termini e tempi di trasferimento.  “Ad oggi, - aggiunge la parlamentare Cinque Stelle – l'attuale modello organizzativo del servizio di riabilitazione, che prevede uno Spoke ospedaliero di degenza a Barcellona Pozzo di Gotto e lo Spoke territoriale, non sembra rispondere alle necessità e ai bisogni della comunità locale. Vi è soltanto un riferimento al personale in servizio all'Uoc ‘riabilitazione adulti’ che parrebbe essere l'organico da destinare interamente ai suddetti Spoke, determinando un depotenziamento del ‘Mandalari’”.


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