Lunedì 24 Agosto 2026
Nessun voto a favore della delibera. Il sindaco Russo: "Pronto a giunta di pacificazione


Bilancio bocciato, a Castelmola si scioglie il Consiglio comunale e divampa la polemica

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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Il paese tornerà alle urne nel 2027

Si arriverà senza Consiglio comunale alle elezioni amministrative del 2027 a Castelmola. L’aula ha infatti bocciato il bilancio di previsione 2025-2027, nonostante la diffida del commissario ad acta Giovanni Cocco a procedere entro il 20 agosto, e adesso sarà il funzionario regionale ad agire in via sostitutiva facendo scattare la procedura sanzionatoria che prevede lo scioglimento del Consiglio. La delibera non ha ricevuto neanche un voto favorevole: i quattro consiglieri di maggioranza Giorgio Gullotta, Daniele Brunetto, Giuseppe Cundari e Angelo Curcuruto si sono astenuti, la presidente Patrizia Pizzolo e il capogruppo di minoranza Angelo D’Agostino hanno espresso voto contrario, mentre si sono allontanati dall’aula prima del voto gli esponenti di minoranza Massimiliano Pizzolo e Giorgia D’Agostino e l’indipendente Giuseppe Biondo; assente la consigliera di maggioranza Lisa D’Agostino. Una bilancio nel quale non mancherebbero criticità, come rilevato dal revisore dei conti Giuseppe La Torre soprattutto in merito alle previsioni di entrata e spesa corrente, che «seppur complessivamente attendibili e congrue - scrive nel suo parere positivo - devono essere verificate tenendo conto delle risultanze definitive dell’approvando rendiconto 2024, disponendo adottarsi immediato provvedimento di riequilibrio nel caso si rivelassero eccedenti o insufficienti per mantenere l’equilibrio economico-finanziario complessivo».

Lo scioglimento del civico consesso inasprisce lo scontro politico: «È andata in scena la pagina più nera della storia politica di Castelmola - afferma il capogruppo di minoranza D’Agostino - il sindaco ha ordinato alle sue marionette di andare a casa, non hanno avuto rispetto del popolo e hanno dimostrato la loro inutilità e scorrettezza, sleali nei confronti di chi si è fidato di loro, specialmente i loro elettori. Hanno smesso di alzare la mano senza capirne il perché». Accuse respinte dal sindaco Orlando Russo, da noi interpellato: «Non condiziono i consiglieri e resto il sindaco di tutti - commenta - non taglio fuori nessuno e si anche può discutere di creare una giunta di pacificazione sociale per questi ultimi mesi di mandato». I quattro di maggioranza hanno fornito una giustificazione: «Pur rimanendo fedeli al programma elettorale ed alla conduzione del sindaco e della sua Giunta, abbiamo ritenuto opportuno astenerci valutando bene le conseguenze - spiegano - abbiamo ascoltato contestazioni di illegittimità, di incongruenze, dichiarazioni con le quali si vogliono gettare ombre sulla gestione del Comune, mettendo sotto accusa e pressione noi che dovremmo essere chiamati alla responsabilità, mettendoci invece con le spalle al muro e buttandoci addosso critiche strumentali. Abbiamo deciso di adottare questa linea molto sofferta, sarà un organo terzo ad approvare il bilancio e garantire che i documenti abbiano tutti i requisiti necessari - aggiungono - a tutela degli uffici che svolgono il loro lavoro con serietà e di tutti i soggetti istituzionali che hanno collaborato e che consentono al Comune di adempiere alle sue funzioni. Rimane fermo che questo gruppo resterà in stretta collaborazione con il sindaco e con la Giunta, per completare il programma elettorale proposto nel 2022, programma a cui hanno aderito anche coloro i quali oggi hanno cambiato casacca e grazie al quale sono stati eletti».

«È la pagina più buia della storia politica castelmolese - ha detto in aula il consigliere di minoranza Pizzolo - una parte dei rappresentanti del popolo decidono di eliminare politicamente un’altra parte democraticamente eletta. Quale paura? Quali motivi reali si celano dietro? La storia che state scrivendo segna l’inizio di un metodo che ricorda tanto quello degli anni più bui della nostra nazione e tutti coloro che a vario titolo si sono resi complici di questa azione non sono esenti da macchia e non possono avere alcun alibi e giustificazione. Mandante ed esecutori sono parimenti responsabili di questa ignobile furberia indegna della delega rappresentativa ricevuta che tutela interessi di bottega, democraticamente insipidi e squallidi, opachi e politicamente disonorevoli. Le procedure istituzionali e i meccanismi normativi, nati per garantire la stabilità e la regolarità contabile degli enti locali, vengono piegati a logiche di convenienza politica - ha proseguito Pizzolo - trasformandosi in veri e propri strumenti di svuotamento democratico. E questo lo hanno fatto tutti coloro che hanno stabilito o si sono prestati a quest'azione. La sanzione concepita per la cattiva amministrazione viene utilizzata come arma tattica e concime per gli interessi di bottega: l’organo di controllo e di opposizione (il Consiglio) viene cancellato, mentre la figura apicale o la gestione commissariale finisce per azzerare il dibattito rappresentativo politico cittadino. La voce delle minoranze e della cittadinanza viene silenziata a ridosso della scadenza elettorale, privando la comunità locale del proprio punto di riferimento istituzionale. Ma la nostra storia non finisce qui».


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