Giovedì 29 Ottobre 2020
Il parere di Aldo Lenzo, esponente del Comitato Jonico Beni Comuni


Rifiuti, "L'unica soluzione è il porta a porta spinto"

di Aldo Lenzo | 18/07/2013 | OPINIONI

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La priorità in assoluto più importante da attuare il prima possibile è la ridefinizione del modello di raccolta differenziata in tutto il comprensorio jonico. Il nuovo sistema di raccolta deve prevedere l’eliminazione dei cassonetti stradali e la differenziazione di tutte le frazioni di materia che compongono i rifiuti solidi urbani e assimilabili. Dunque, un modello di raccolta porta a porta spinto che escluda il libero conferimento dei rifiuti. Tutti i rifiuti conferiti dagli utenti devono passare al vaglio degli operatori.
La differenziazione della frazione organica è l’anello più importante del processo. L’umido non può e non deve finire nell’indifferenziato: deve essere raccolto negli appositi sacchetti e deve essere portato al più vicino centro di compostaggio per il trattamento. Se non si differenzia la frazione organica, non si potranno mai raggiungere i livelli di raccolta differenziata previsti dalla vigente normativa. È necessaria anche una politica di promozione del compostaggio domestico e una politica di premi ai comportamenti virtuosi con un riconoscimento economico al momento del calcolo della Tares. Inoltre, la tariffa rifiuti deve prevedere la determinazione di una parte variabile calcolata in modo puntuale “chi più produce più paga” in base ai conferimenti di rifiuto indifferenziato.
È necessario adottare una raccolta intelligente che sfrutti le moderne tecnologie per il tracciamento dei conferimenti delle utenze attraverso l’applicazione di specifici dispositivi (codici contenitori, trasponder), e sistemi di controllo del livello di qualità del servizio.Ci dovrà essere un periodo di “prova” superato il quale scatteranno sanzioni per chi trasgredisce le regole.Questo nuovo modello di raccolta, oltre ad essere una scelta tecnica diversa di gestione dei rifiuti, è, soprattutto, una scelta strategica politico culturale, una rivoluzione per le famiglie a cui si dovrà chiedere uno sforzo in più, anche per sopperire all’attuale carenza di impiantistica. Questo comporterà un numero maggiore di materiali da separare e selezionare per le famiglie, ma col vantaggio che la raccolta potrà essere direttamente avviata ai rispettivi consorzi del riciclo. La selezione e la valorizzazione dei materiali si dovrà fare nelle case. Il maggiore impegno delle famiglie sarà ripagato dai risparmi sui costi e dai vantaggi per l’ambiente che saranno tangibili.
La riuscita del progetto è quindi subordinata ad un positivo coinvolgimento dei cittadini, delle imprese, delle attività commerciali e ad una completa accettazione delle modalità di raccolta differenziata. Ogni singola famiglia e utenza dovrà essere istruita sulle esatte modalità di preparazione e consegna delle singole frazioni di materiali. L’istruzione ai cittadini e alle famiglie deve essere programmata ed effettuata durante il periodo precedente l’avvio della raccolta differenziata porta a porta. A tale scopo sarà necessario formare un consistente numero di “eco formatori”L’informazione e la comunicazione avranno un ruolo importante: far comprendere l’utilità e la necessità di alcune scelte. È essenziale comprendere le ragioni del cambiamento (i vantaggi). La percezione del fatto che l’impegno quotidiano porterà benefici ambientali ed economici produce una forte motivazione.
Differenziare non deve essere visto solo come un obbligo legislativo ed etico, ma soprattutto, come un’opportunità di miglioramento della qualità della vita. Grazie al riutilizzo e al riciclo, tutto può tornare a nuova vita invece di occupare discariche o finire incenerito.

Più informazioni: rifiuti  


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