Giovedì 10 Settembre 2026
È stato giusto riparare i danni provocati da Harry e non intervenire subito sulle cause?


Il ciclone tornerà ma il mondo è girato da un’altra parte: un ritardo che può costare caro

di Natale Massimo Caminiti | oggi | OPINIONI

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La costa è più vulnerabile dopo il ciclone

L’estate sta finendo, le spiagge si svuotano. Un'estate caratterizzata, nel litorale jonico messinese, tra Sant’Alessio Siculo e Alì Terme, dai lungomari ripristinati, da una maggiore disponibilità di parcheggi, da una serie di bei concerti ed eventi, dalla fruibilità delle spiagge sostanzialmente pulite. Un’estate caratterizzata anche da un turismo in decrescita, mare sporco di cui non si conoscono le cause, auto e moto ad alta velocità. Le stagioni delle piogge e delle mareggiate sono in arrivo. Non so se la strategia di intervenire sui danni provocati dal ciclone Harry e rinunciare ad intervenire da subito sulle loro cause sia stata la soluzione giusta. I cicloni sono eventi naturali molto studiati, si sa tutto sulle cause, sulla loro formazione, prima fra tutte l’elevata temperatura del mare. Nel Mediterraneo la temperatura media negli ultimi 25 anni è aumentata mediamente di 1°C con punte nei nostri mari di 2-2,5 °C e la temperatura del mare questa estate ha raggiunto i 30 °C circa. Valori enormi. Una grande quantità di energia che si è accumulata in mare. Ricordo che una condizione per la formazione dei cicloni è quella di una temperatura superiore ai 26,5 °C, per cui ci sono probabilità significative che nei prossimi autunni o inverni questi eventi possano ripetersi. Il 3 settembre l’Organizzazione meteorologica mondiale ha lanciato l’aggiornamento sull’intensificazione dei fenomeni legati al El Niño, fenomeno naturale caratterizzato da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico orientale in zona equatoriale, fino alle coste sud-americane, ossia aumento della siccità e degli eventi estremi in tutto il mondo, sicuramente fino a febbraio 2027. I negazionisti del cambiamento climatico dovuto alle attività umane e le lobby che li sostengono stanno facendo danni che rischiano di essere irreversibili per la specie umana. Nell’Accordo sul Clima approvato a Parigi nel 2015 sono state definite le politiche, le tecnologie e le modalità di finanziamento necessarie per contrastare il rischio climatico. Il 2 settembre la Commissione Teologica Internazionale della Chiesa ha presentato un documento in cui si sostiene che il danno ambientale è un peccato contro il creato e il creatore. 

Ma il mondo è girato da un’altra parte. In Italia la lotta al cambiamento climatico, sia come interventi per contribuire a mitigare le cause, attraverso un forte sviluppo delle fonti rinnovabili, che come interventi di salvaguardia del territorio, viene ignorata. A livello locale, regionale e comunale, il ritardo è notevole. I Comuni del litorale jonico messinese procedono in ordine sparso. A Santa Teresa di Riva, il paese più colpito, si è scelta la soluzione dei pennelli a mare (14) con ripascimento della spiaggia: non si tratta della soluzione migliore e neanche risolutiva, ma non si può più perdere altro tempo. Per almeno qualche decennio si dovrebbe riuscire a contrastare i cicloni. I lavori non sono ancora partiti. Bisogna accelerare per eliminare i rischi di ulteriori danni. È necessario realizzare subito i pennelli e il ripascimento della spiaggia a partire dai punti più critici e prevedere un piano di finanziamenti per la loro gestione annuale. Poi è necessario riportare la spiaggia a livello della strada (come negli Anni ’80) e allungarla considerevolmente. Interventi che devono essere accompagnati da una strategia per uno sviluppo diverso del territorio, da un uso più appropriato delle aree prospicienti il mare con delocalizzazione delle attività che non necessitano di una vicinanza con la linea di battigia. Il mare non aspetta, fa il mare.

L'ingegnere Natale Massimo Caminiti, ex dirigente di Ricerca Enea, ha fatto parte della delegazione italiana in oltre 15 Conferenze sui Cambiamenti Climatici (COP) delle Nazioni Unite ed è autore di numerosi rapporti sui cambiamenti climatici.


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