Venerdì 06 Febbraio 2026
L'intervento dell'ing. Natale Massimo Caminiti, esperto e ricercatore Enea


“Il ciclone tornerà, ecco come agire per salvare la costa jonica e il suo sviluppo"

di Natale Massimo Caminiti | oggi | OPINIONI

1106 Lettori unici

Il mare ha intaccato le abitazioni

Lavorando per anni in un ente nazionale di ricerca, mi sono interessato di politiche, misure e strategie per contrastare il cambiamento climatico. L’aumento della temperatura del mar Mediterraneo, l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi e fenomeni di erosione delle coste comportano un radicale cambiamento del nostro modello di sviluppo con il ricorso a scelte e interventi innovativi, coraggiosi e immediati. È stato notevole l’impegno delle nostre amministrazioni locali per ripristinare i servizi e rendere usufruibile il territorio. Ritengo tutto questo necessario ma assolutamente insufficiente se non si interviene sulle cause e non solo sugli effetti. Il problema è serio e forse non se ne è capita la portata. Le probabilità che si verifichino nuovi cicloni sono significative. Il rischio che la riviera subisca dei danni alle coste, spiaggia e alle abitazioni è molto elevato. È a rischio la sopravvivenza produttiva del nostro territorio. L’impegno delle amministrazioni locali, abbandonate a se stesse, senza finanziamenti e supporti adeguati non può essere sufficiente. Non si tratta di calamità naturali. Sono fenomeni noti, studiati da anni dovuti alle attività umane. Se si vuole salvare lo sviluppo della riviera sono necessari finanziamenti notevoli, non bastano i due o tre miliardi. In Italia esistono le tecnologie, le capacità operative e le risorse economiche. 

Si tratta di decidere in quale direzione si vuole andare. Quali sono i problemi e le priorità. Bisogna definire delle strategie di breve e medio lungo termine adeguate. Ne posso pensare alcune. Nel lungo termine incentivare lo spostamento della linea urbanistica dei paesi della costa verso l’interno. Nel medio temine sviluppare fortemente l’attuale linea ferroviaria (una delle poche infrastrutture ancora presenti) con la sua trasformazione in metropolitana leggera, aumentando le fermate per facilitarne la fruizione senza l’utilizzo delle auto e risolvendo i problemi di Fiumefreddo, Scaletta e Itala. Esigenze legittime che devono avere altre soluzioni. Nel breve termine allontanare i servizi dalla linea del mare. Immediatamente realizzare la barriera a mare contemporaneamente nei punti critici e i ripascimenti. È necessario lasciar perdere differenze politiche e eventuali strumentalizzazioni. È necessario organizzare subito “Gli stati generali dei paesi della riviera Ionica” con l’obiettivo di obbligare il governo a intervenire con un “Piano Marshall” per salvare la costa e lo sviluppo del nostro territorio. Ora e adesso.

L’ingegnere Natale Massimo Caminiti, già referente tecnico e ricercatore per l'Enea su progetti ambientali e di sostenibilità, ha operato in particolare nel Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali ed è specializzato in politiche energetiche e cambiamenti climatici. Ha lavorato su progetti di cooperazione internazionale, sostenibilità e trasferimento tecnologico, incluse iniziative nel Sud-Est asiatico e per la decarbonizzazione dei paesi in via di sviluppo, e ha curato pubblicazioni strategiche sulle misure nazionali di riduzione delle emissioni (Post-Kyoto).


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.