Martedì 24 Novembre 2020
Energie rinnovabili e riduzione della quantità di rifiuti sono la strada da percorrere


La gestione dei rifiuti: dalla natura virtuosa... alla pazzia dell'uomo

di Pippo Sturiale | 08/11/2013 | OPINIONI

2672 Lettori unici | Commenti 2

La natura non produce rifiuti…
Sulla terra, a parte la fase iniziale ed il cataclisma che ha provocato l’estinzione dei dinosauri, una volta finito il processo di raggiungimento di un clima ospitale per la vita, i cicli della natura hanno mantenuto questo equilibrio per milioni di anni, fino alla cosiddetta rivoluzione industriale. Dopo è aumentata le percentuale di anidride carbonica nell'atmosfera e, quindi, la temperatura media, con gravi effetti secondari sul clima e sulla salubrità dell'aria. La terra riceve energia dal sole, con gli organismi vegetali, attraverso la fotosintesi clorofilliana, da CO2 (anidride carbonica) e H2O (acqua) produce zuccheri, che vengono utilizzati dagli organismi animali e, con la respirazione, ci danno energia e si scindono di nuovo… per poi ricombinarsi in un ciclo chiuso, senza produrre alcun rifiuto. L'equilibrio, sul nostro pianeta, tra CO2 e H2O è mirabile: se aumenta CO2 aumenta la temperatura media (estremizzazione del clima, migrazioni bibliche…); se aumentasse l'ossigeno basterebbe un fulmine per dar fuoco a tutto, come in una camera iperbarica.
Noi dovremmo cercare di non fare fesserie! L’uomo oggi, invece di creare un ciclo, utilizza processi lineari: dalle materie prime, utilizzando energia, realizza prodotti (che diventano spesso rapidamente obsoleti e vengono buttati) ma anche una buona dose di rifiuti non riutilizzabili. L’uomo, l’intelligentone, produce per mandare in discarica. Quanto siamo bravi !?!… Alla fine se non cambiamo registro il rifiuto ci sommergerà.


La bestialità dell'uomo o la logica del profitto? 
Meglio la gestione collettiva dei beni comuni
Oggi l'uomo brucia combustibili, soprattutto fossili, per avere l’energia che gli serve per i processi produttivi, quando potrebbe usare direttamente l'energia del sole: ottima ed abbondante. Sarebbe lecito pensare e dire che, ancora una volta, dimostra la sua stupidità. Siamo così stupidi, allora!?! No! Anzi, si! Cioè: ci sono tanti che si comportano da stupidi, che si fanno imporre comportamenti da pochi interessati, che, anche se non intelligenti, sono sicuramente cinici e profittatori. Quindi il problema è che ci sono un po' di furbi, che non potendo attualmente vendere il sole (è gratis e non gli si può impedire di splendere), speculano e guadagnano vendendo quello che già scarseggia: petrolio, carbone, uranio ecc. Pensate che il sole in un anno ci dà mille volte più energia di tutte le riserve fossili disponibili (da oggi fino all'esaurimento): è la scarsità che fa fare profitti. Un esempio. Spesso si ha poca attenzione a non inquinare l'acqua. L'acqua del rubinetto, quando non è potabile, spesso sa di varechina… se fosse pura, buona e sana chi acquisterebbe l'acqua “cosiddetta” minerale!?! Ci vogliono dipendenti da altri per bisogni fondamentali irrinunciabili. I beni comuni non possono essere oggetto di mercato, di speculazione e lucro! Non possiamo più delegare la gestione dei beni comuni a chi vuole guadagnarci sopra: energia, acqua, cibo, terra appartengono a tutti e tutti dobbiamo gestirli.

La Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano: dalla Culla alla Culla e non dalla Culla alla Tomba. Meglio la bicicletta del giavellotto!
La FORSU è il materiale ricavato dalla raccolta differenziata dell'organico (altrimenti detto umido). Si tratta di residui di cibo o preparazioni alimentari e frazioni assimilabili, come carta per alimenti sporca di residui alimentari. Molto spesso, dopo che la natura ce ne ha fatto dono, consumiamo una parte di frutta, verdura, alimenti di vario tipo… il resto (abbiamo la pancia troppo piena!) va a finire nella spazzatura. In Sicilia, finora, tutto l’umido è andato in discarica, creando gravi problemi nella loro gestione, in quanto esso crea gas serra, putrefazione e percolato, con conseguente inquinamento. Mentre la natura rimette in circolo tutto (frutta matura, vegetali morti, animali morti, ecc.) e lo fa rinascere (dalla culla alla culla!), noi dalla culla li portiamo alla tomba (la discarica), dove, assieme alla plastica ed ad altra roba moderna, riposeranno (se non disturbati) per millenni (dalla culla alla tomba!)

Ci vuole un Tso per la FORSU: trattamento sanitario obbligatorio dell’umido: sia compostato!
Se si vuole far ritornare alla terra quello che dalla terra o dal mare è venuto, è obbligatorio raccogliere la frazione organica dei rifiuti in maniera differenziata, nelle nostre case. In effetti l’umido si potrebbe anche tirar fuori dai rifiuti indifferenziati, attraverso degli impianti di pretrattamento, stabilizzazione e compostaggio finale. Il terriccio ottenuto così non può essere, però, utilizzato in agricoltura, ma solo per ricoprire discariche, per cui non ritornerebbe alla terra per dare nuovi prodotti. La FORSU, da raccolta differenziata, si può compostare in impianti aerobici a rivoltamento e ossigenazione o in impianti anaerobici con produzione anche di bio-gas e, quindi, energia. Mentre la biodigestione anaerobica recupera materia (il compost, di ottima qualità) ed energia, quella aerobica recupera solo materia (un buon compost) ma emette in più metano in atmosfera che ha un effetto serra 30 volte maggiore dell’anidride carbonica. Dal punto di vista scientifico il T.S.O. della FORSU è la biodigestione anaerobica, che avviene in impianti moderni ed efficienti, dal basso impatto ambientale.


LA GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI

Scelta del sito
Il compito di programmare e progettare l’impiantistica per il trattamento dei rifiuti spetta alle SRR e alla Regione, non ai singoli comuni o ai singoli Aro. Ci vuole una visione più ampia e generale per trovare la migliore ubicazione degli impianti che serviranno a chiudere il ciclo della gestione integrata dei rifiuti in ciascun ambito territoriale ottimale (il nostro ambito territoriale comprende 47 comuni, per una popolazione di 466.000 abitanti).
Un impianto, giusto per fare un esempio, come quello ipotizzato dal sindaco di Pagliara (ME) nel territorio del suo comune, di biodigestione della frazione organica da raccolta differenziata, è necessario come il pane nel nostro comprensorio o nelle sue immediate vicinanze. Un tale moderno impianto, attraverso il processo di biodigestione anaerobica, produce biogas, energia elettrica e ricicla la frazione organica da raccolta differenziata attraverso il processo di compostaggio del digestato, producendo compost di qualità. Da 10 chili di rifiuto organico si ottengono all'incirca--> 1 mc gas → 2,2 Kwh + 2,5 Kg compost. 


Dimensionamento dell'impianto
Un impianto di biodigestione ha bisogno, per essere economicamente sostenibile, di un utenza molto più ampia di quella degli undici comuni che hanno siglato la proposta “per la realizzazione di una piattaforma logistica modulare intercomunale”: deve quindi riferirsi a parte dell'ATO, almeno da cinquanta a centomila abitanti. La redditività cresce all’aumentare dell’utenza! Non può essere deciso da un sindaco o da un gruppo di undici sindaci il cui bacino di utenza è di poche decine di migliaia di abitanti, e, soprattutto, senza aver prima sentito e informato, dei pro e dei contro del progetto che si vuole realizzare, i cittadini potenzialmente interessati: occorre costruire un consenso informato, evitando i facili entusiasmi o il terrorismo ambientale, solo così si conquista la fiducia!  La localizzazione va fatta, dopo aver studiato tutte le possibili ipotesi di ubicazione ottimale, in una posizione quanto più baricentrica possibile  rispetto all’area e al numero di abitanti che l’impianto deve servire. Basta usare la formula che si studia in fisica per la determinazione del baricentro! Importante, infine, è minimizzare flusso del traffico, quindi, costi e… fastidi!

 

Conclusioni
Con i rifiuti dobbiamo fare in modo che si cancellino (o, quanto meno, si minimizzino) le discariche. Ecco perché l'umido deve essere trattato singolarmente: così può ritornare alla terra. Dire no al compostaggio e/o al biogas significa:

  • Aumentare l’effetto serra;
  • Produrre inquinamento;
  • Arricchire i signori delle discariche;
  • Arricchire le compagnie petrolifere;
  • Dire No al compost … e SI ai concimi chimici!

La terra non ringrazierà…. ed alla fine ci sfratterà !


Più informazioni: rifiuti  discarica  santa teresa  opinioni  pippo sturiale  biodigestione  pagliara  


COMMENTI

Andrea Rifatto | il 08/11/2013 alle 17:14:46

Nell'attesa che sorgano questi impianti di trattamento dei rifiuti, noi cittadini, possibilmente con la collaborazione delle amministrazioni locali, possiamo e dobbiamo dare la nostra. Alle nostre latitudini purtroppo sono poco conosciute, per non dire che appartengono alla fantascienza, le compostiere condominiali o comunitarie, grosse vasche dove i rifiuti vengono rimescolati, aerati e mantenuti a temperatura ottimale per trasformarsi velocemente e senza odori in terriccio. In Svizzera ad esempio esistono le Community Composting Parks (Ccp), aree pubbliche di compostaggio, dove sono installati i macchinari pre la produzione del terriccio. Tornando in casa nostra, chi ha un piccolo orto o un giardino più benissimo posizionare una compostiera per realizzare il compost. A S. Teresa di Riva chi dimostra di possedere una compostiera per l'umido ha uno sconto del 20% sulla Tares.

roberto maria moschella | il 09/11/2013 alle 13:13:14

Attenzione attenzione!! La lobby del business inceneritori , pardon termovalorizzatori, sta lavorando senza tregua. Ha gia' piazzato i propri askari in avanscoperta ed ha buone probabilita' di riuscita data la proverbiale inerzia delle nostre pubbliche amministrazionni locali ed il colpevole disinteresse dei residenti. Il tema dei rifiuti e' di grande attualita' ma il comune cittadino se ne disinteressa per ignavia ed ovviamente per mancanza di cultura ecologica. Interessante il dibattito sortito l'altro giorno a Catania a margine di un incontro sul tema reati ambientali e mafia.- vedi un cenno: http://ctzen.it/2013/11/09/reati-ambientali-e-mafia-convegno-a-catania-lassessore-marino-attacca-confindustria/ Emerge ancora una volta quella che e' la realta' in Sicilia e non solo e bisogna tenerne conto. Comunque oggi in Italia e specialmente nell'isola, qualsiasi soluzione ecosostenibile per il trattamento dei rifiuti continua ad essere fortemente osteggiata e non e' difficile capirne le ragioni. Ma l'attuale crisi del nostro sistema (la chiamano erroneamente crisi economica) che a mio avviso e' solo in fase iniziale e non ha ancora mostrato i suoi effetti nefasti, puo' essere una buona occasione per operare un cambiamento d

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