Sabato 28 Novembre 2020
A Zafferana l'unica data del tour nell'Isola. Concerto memorabile sotto l'Etna in eruzione


"Hai paura del buio?", gli Afterhours infiammano l'estate rock siciliana

di Gianluca Santisi | 04/08/2014 | MUSICA

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Una foto del concerto postata sulla pagina Fb della band

Il ruggito dell'Etna che si fonde con la batteria di Giorgio Prette e il basso di Roberto Dell'Era, le chitarre di Xabier Iriondo e Giorgio Ciccarelli che ti schiaffeggiano e ti accarezzano, il violino di Rodrigo D'Erasmo che tiene tutto insieme. E poi c'è lui, Manuel Agnelli, classe 1.9.6.6., chitarra e voce. E che voce. Perché pensi che negli anni possa aver perso qualcosa e invece ti accorgi subito che non solo è rimasta potente come un tempo ma che adesso gli consente di gestire, con ancora maggiore efficacia e precisione, i continui cambi di genere tipici della band milanese, dai pezzi pop eseguiti al piano sino al cantato post punk di quelli più tirati.
Gli Afterhours a Zafferana Etnea, cronaca di un concerto indimenticabile. Di quelli che tra qualche anno, parlandone con gli amici, potrai dire: “Io c'ero”. Nel raccontarlo verrebbe da cominciare proprio dalla fine, da quella “Bye Bye Bombay” che si allunga sino a debordare nel puro noise, ma è meglio di no. Meglio rigustarselo pian piano. Prima, però, occorre una breve premessa, utile a comprendere meglio la portata dell'evento. A distanza di 17 anni dalla sua uscita, “Hai paura del buio?”, il capolavoro degli Afterhours, è tornato lo scorso marzo nei negozi in un'edizione speciale con doppio cd, contenente la versione rimasterizzata dell’originale e una reintepretazione degli stessi brani assieme ad artisti italiani ed internazionali. “Hai paura del buio?” non è un album qualsiasi, è un album epocale: nel 2013 è stato decretato dai giornalisti della stampa specializzata miglior disco indipendente degli ultimi 20 anni; per i visitatori del sito “Rockit” è l'album più importante uscito in Italia negli ultimi 15 anni. Il tour estivo che è seguito alla ristampa sta toccando tutta l'Italia e quella di Zafferana Etnea del 3 agosto scorso era l'unica data siciliana. Occasione irripetibile, quindi, per tutti i fan isolani, per quelli più giovani che si sono avvicinati alla band solo nell'ultimo periodo e per chi c'era già 17 anni fa, quando gli Afterhours, proprio in occasione dell'uscita di “Hai paura del buio?”, fecero tappa all'ormai leggendario “Taxi Driver” di Catania.



 

Il concerto di lunedì sera può essere riassunto in tre momenti distinti, tutti molto diversi tra loro. Nel primo, il più lungo e atteso, quello dedicato ad “Hai paura del buio?”, Manuel e soci indossano, letteralmente, l'abito buono, quello delle grandi occasioni, e ripropongono l'intero album seguendo fedelmente l'ordine dei pezzi. Senza quasi mai rivolgersi direttamente al pubblico, a parte un paio di “grazie”, Manuel infila in rapida successione i primi dodici pezzi, da “1.9.9.6” a “Punto G”, passando per gli intramontabili “Male di miele”, “Rapace” e “Voglio una pelle splendida”. Il rischio di autocelebrarsi viene scansato accuratamente e gli Afterhours eseguono i brani con rigore, classe da vendere e soprattutto grande rispetto. Un rispetto quasi sacro. Il pubblico comprende e gli va dietro, applaude, canta, si riscalda. Ma non troppo, in fondo. Anche perché, a dirla tutta, non è affatto facile farlo da seduti e senza un vero e proprio palco sotto cui dimenarsi. L'anfiteatro del centro etneo, infatti, non è dotato di un proscenio rialzato e tra chi si esibisce e i primi posti a sedere è stato ricavato uno spazio di sicurezza, senza barriere e tristemente vuoto. Poi, accade quello che trasforma il concerto nel Concerto. La band attacca “Veleno”, Manuel intona la prima strofa, prende in mano il microfono e scavalca i monitor: basta un suo cenno e in attimo centinaia di persone sono accanto a lui, ballano e cantano, leccano l'adrenalina. Il momento è da brividi e da ora in avanti, per tutta la serata, sarà una continua “lotta” tra il pubblico e gli addetti alla sicurezza che chiedono il ritorno ai posti. Il primo tentativo di “invasione” rientra grazie anche a Manuel che ci scherza su (“Non state così vicini, altrimenti... vi sputiamo. Uhm... vi piace? Allora vi prendiamo a palate! ...Vi piace anche questo... allora non so, cosa potremmo fare? Ho trovato, vi inondiamo di... polenta!”) e poi applaude chi torna al proprio posto. Il concerto riprende, la band suona gli ultimi cinque pezzi dell'album ed esce di scena. Per tornarvi cinque minuti dopo per il primo bis, ma stavolta l'abbigliamento è meno formale (quasi tutti indossano t-shirt) e il clima sembra più disteso.






Dopo aver ricordato che abbiamo ancora paura del buio, eccome, adesso è il momento di quattro brani tratti da “Padania”, del 2012, forse il meno immediato della loro intera discografia. Gli Afterhours sono in grande forma e le versioni live di “Spreca una vita”, “Costruire per distruggere”, “Io so chi sono” e “Padania” assumono un nuovo e inaspettato sapore. Ma il meglio deve ancora venire. Quando, dopo la seconda breve pausa, parte il riff di “Strategie” pubblico e band entrano definitivamente in simbiosi. Anche la sicurezza cede e lo spazio vuoto davanti al palco è di nuovo occupato (e stavolta lo sarà sino alla fine). Manuel sente il calore e capisce che è il momento di dare tutto: chiede per l'ennesima volta un po' di spazio davanti a sé ma stavolta è davvero per l'incolumità di chi gli è più vicino. Si sfila infatti la maglietta e comincia a roteare in aria il microfono, tenendolo per il cavo, poi intona “La verità che ricordavo” con una carica straordinaria. Ed è subito dopo che arrivano, una dietro l'altra, tre gemme autentiche: “Non è per sempre”, “Ballata per la mia piccola iena” e “Quello che non c’è”. L'arrivederci, dicevamo sopra, è affidato ad una strabordante “Bye Bye Bombay” che chiude così una serata memorabile. Applausi, lunghi applausi. Poi lentamente si riaffaccia il silenzio. Così il vulcano, in eruzione da qualche giorno, può tornare a scandire, con i suoi boati, la notte siciliana.

 

"Veleno" live @Zafferana Etnea, 3 agosto 2014

Più informazioni: afterhours  hai paura del buio  manuel agnelli  


COMMENTI

Andrea Trimarchi | il 05/08/2014 alle 14:51:49

Pezzo grandioso. Io non c'ero, ma l'ho vissuta bene leggendolo! C'ero però nel 1997 :D

Gaetano Rammi | il 05/08/2014 alle 16:48:14

Mi spiace averlo perso... Poveri addetti alla sicurezza!!

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