Giovedì 22 Ottobre 2020
Sulla scena un labirinto di pulsioni e desideri


"Rigoletto", si apre tra gli applausi la stagione lirica al Teatro Antico

di Giancarlo Trimarchi | 08/07/2013 | CULTURA E SPETTACOLI

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La messa in scena del "Rigoletto" al Teatro Antico

TAORMINA. Si è aperta ieri la stagione lirica di Taoarte con la messa in scena, al Teatro Antico, del “Rigoletto” di Verdi, opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma di Victor Hugo “Le Roi s’amuse”. La rappresentazione ha visto come protagonisti d’eccezione cantanti del calibro di Gianluca Terranova, tenore nella veste di duca di Mantova, Rocio Ignacio, soprano che ha interpretato la figura di Gilda, e Carlos Almaguer, baritono nei panni di Rigoletto buffone di corte. I diversi attori che si sono susseguiti sulla scena sono stati accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Bellini del Conservatorio di Palermo diretta da Gianluca Martinenghi che nel corso della propria carriera ha collaborato con prestigiosi teatri di tutto il mondo, fra i quali spiccano il Teatro dell’Opera di Roma, la Fondazione Arena di Verona, il Teatro della Misericordia di Palma de Mallorca e l’Opera Ireland di Dublino.
Molto significativa e coinvolgente la scenografia labirintica realizzata dal regista Enrico Castiglione, il quale a riguardo afferma: “Nel mettere in scena per la prima volta il Rigoletto – a mio avviso la più drammatica tra le opere di Giuseppe Verdi – sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina, non ho mai pensato, neanche per un attimo, ad una impostazione classica, ma fin dalla prima scena ho voluto racchiudere le passioni di Rigoletto e sua figlia Gilda in un vero e proprio labirinto, molto evidente, marcato e direi fatale nella sua composizione. Il labirinto, utilizzato come archetipo di evoluzione in ogni civiltà, simboleggia quella prigione dei sentimenti da cui nessuno può sfuggire, prigionieri come siamo delle nostre pulsioni e dei nostri desideri”.
Gli abiti indossati dagli attori sono stati disegnati dalla costumista Sonia Cammarata che per quanto concerne l’elaborazione delle vesti sceniche sostiene: “Il mio obbiettivo è stato quello di cercare di rispettare al massimo non tanto un’epoca, quanto l’anima che vive e si muove all’interno dell’opera. Pur mantenendo nei costumi la struttura della foggia cinquecentesca, ho voluto incisivamente segnarla con tutta una serie di distorsioni nelle linee e nelle forme e con un gioco di rimandi che propongono l’accostamento psico-fisico uomo-animale”.
Molto apprezzata dal pubblico la drammatica interpretazione, nel corso del terzo atto, del quartetto “Un dì se ben rammentomi… Bella figlia dell’amore” da parte del soprano Rocio Ignacio, del tenore Gianluca Terranova, del baritono Carlos Almaguer e del contralto Sofi Koberidze.
La prima dello spettacolo si è rivelata un successo, nonostante le aspre e giustificate critiche mosse all’organizzazione del Teatro Antico dagli spettatori delle gradinate numerate, che hanno dovuto rassegnarsi per tutta la durata della rappresentazione a veder occupata la loro visuale da un palco rialzato posto proprio di fronte alla scena al di sopra delle tribune numerate.

Più informazioni: rigoletto  lirica  


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