Venerdì 30 Ottobre 2020
Consegnato dal Caffè d'arte 'Il Paese di fronte al Mare' di S. Teresa


Premio “Boccavento” alla carriera alla stilista Amelia Casablanca

20/12/2015 | CULTURA E SPETTACOLI

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Carmelo Spinella, Melina Patanè e Amelia Casablanca

L’associazione culturale Caffè d'arte "Il Paese di fronte al Mare” di S. Teresa di Riva ha consegnato il Premio Boccavento alla carriera, sezione Imprenditoria, alla stilista santateresina Amelia Casablanca, “per aver onorato il Paese e la Sicilia col suo talento e la creatività ed essere stata esempio di vita e fonte di lavoro per intere generazioni”. Durante la cerimonia, svoltasi nell’ex palazzo municipale e inserita nel cartellone delle manifestazione natalizie 2015 stilato dal Comune, il Caffè d’arte presieduto da Melina Patanè ha voluto omaggiare la stilista “per la sua griffe ormai nota in tutti i continenti e tra le più rinomate nell'ambito della moda sposa, consolidata in decenni di impegno costante, nata dal genio creativo ed imprenditoriale di una piccola, grande donna partita da un paesino dell'entroterra jonico alla conquista del mondo”. Ad Amelia Casablanca è stata donata una scultura dell'artista Carmelo Spinella, un trionfo di rose e merletti nella madreperlata tonalità avorio a simboleggiare le emblematiche “rose di Amelia” che non mancano mai di impreziosire le sue creazioni, e una pergamena: il premio, consegnato dalla presidente Patanè affiancata dagli altri due componenti dell’associazione, Antonello Bruno e Gabriele Camelia, e dall’'assessore alla Cultura Giovanni Bonfiglio, è stato affidato per il futuro nelle mani del figlio Giovanni Palella, “che ne ha ereditato il talento creativo” e degli altri due fratelli Nino e Fabio Andrea Palella, “che hanno invece sviluppato le doti manageriali”.

Nel corso della serata, allo scopo di proporre una riflessione più ampia e profonda sul Natale, inteso non solo come consuetudine caratterizzata da rituali e “bombardamenti commerciali” ma anche come momento di grande spiritualità, i curatori del circolo letterario hanno scelto la strada della poesia e le pagine d'autore, divagando tra i poeti associati e i racconti di Pirandello e Buzzati, per non rischiare di cadere nel retorico o peggio nella prosopopea dotta. La presidente Melina Patane ha esposto al pubblico le suggestioni di “Sogno di Natale, scritto dal premio Nobel siciliano Pirandello, racconto sul viaggio di Gesù in una anonima Notte Santa alla ricerca, tra l'indifferenza e le gozzoviglie di una umanità inaridita, di un'anima per la quale ancora Egli non sia del tutto morto. A seguire un brano di Dino Buzzati tratto dalla “Boutique del Mistero”, esortazione a condividere il Dio che è in noi, pena la sua fuga dalla nostra esistenza. In successione le toccanti poesie di Giovanni Bonarrigo, i versi in "dialetto parlato" di Nunzio Di Bella e le poesie struggenti di ricordi di Domenica Caponiti. Il vicepresidente del Caffè d’arte, Antonello Bruno, ha invece proposto una sua riflessione sul contenuto della poesia: “Un excursus letterario, filosofico e spirituale come nelle corde di un poeta di spessore quale Egli è” – sottolinea Melina Patanè. La lettura, quindi, come strumento di ricerca dell'animo umano che presuppone attenzione e sguardo introspettivo per trovare in quelle radici dell'anima un senso più profondo alla deludente realtà che viviamo. Circondati ed allietati dalla bellezza delle sculture dell'artista Ivan Spanò, che ha voluto rappresentare l'aspetto onirico della creatività con figure armoniose e leggere, quasi evanescenti pur nella loro consistenza materica, e dai manichini d'arte vestiti con i sontuosi abiti dell'atelier Amelia Casablanca, il consueto appuntamento del Caffè d'arte si è dunque anch’esso vestito coi colori sgargianti della festa. 

Spinella, Patanè, Casablanca, Bruno, Bonfiglio e Camelia


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