Mercoledì 21 Ottobre 2020
Il docente dell'Università di Messina ha illustrato il Logos Tripolitikos di Erodoto


Liceo Classico di S. Teresa, incontro con il prof. Luigi D'Andrea

13/12/2015 | CULTURA E SPETTACOLI

1976 Lettori unici

Le classi I e IIB con il prof. D'Andrea

Il Liceo Classico di Santa Teresa di Riva interagisce spesso con l'Università per arricchire la formazione degli studenti, che si abituano all'ascolto di lectiones magistrales di esperti di varie discipline accademiche. In tale ottica le classi IB e IIB, con le docenti Giusy Pitini e Francesca Gullotta, hanno potuto approfondire il tema di letteratura greca e filosofia politica del Logos Tripolikos di Erodoto grazie all'incontro-dibattito con Luigi D'Andrea, docente di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Messina. Nel libro III delle Storie Erodoto distingue le tre canoniche politeiai, a lungo discusse dai Greci: la monarchia, l'oligarchia e la democrazia. La vicenda ambientata in Persia, racconta che dopo il colpo di stato, durante la campagna egiziana di Cambise, alcuni nobili persiani, tra cui Otane, Megabizo e Dario, riflettono sulla nuova forma di governo da dare alla Persia, pronunciando tre perorazioni rispettivamente a sostegno del governo dei molti, dei pochi, di uno solo.Prendendo spunto da questa importante dissertazione, il professore D'Andrea ha riferito l'argomento alla modernità e alla contemporaneità, discutendo del problema della gestione della res publica, dell'uguaglianza giuridica e politica e di come le nostre società complesse e il nostro mondo globale e multietnico abbiano bisogno di una democrazia strutturata e partecipata secondo i valori del rispetto e del pluralismo.Libertà significa, infatti, sia protezione delle differenze, le differenze individuali e le diversità che costruiamo all'interno e all'esterno delle varie società, sia garanzia e tutela di uguaglianza nei diritti. Nei nostri sistemi politici contemporanei, caratterizzati per lo più dalla democrazia, le società sono comunità di eguali, che cercano di costruire il tessuto comunitario a partire dai contributi di ciascuno e, poiché ciascuno è diverso, il contributo personale è prezioso e non è sostituibile. Sono i cittadini nelle loro differenze che fondano la comunità e i governanti sono chiamati a rispondere ai cittadini del loro operato, che dovrebbe essere sempre trasparente e sub lege.Il professore D'Andrea ha concluso, sostenendo l'interessante argomentazione di come sia riduttivo e semplicistico differenziare rigidamente le tre forme di governo tradizionali, in quanto nelle nostre democrazie rappresentative contemporanee l' elemento oligarchico è innegabile, dal momento che solo alcuni governano anche se eletti da tutti, e quindi decidono al nostro posto. Considerato, inoltre, che nelle nostre società complesse esistono competenze specialistiche e tecniche differenziate, gruppi tecnocratici spesso al servizio della Politica, non si possono escludere oligarchie culturali e di settore.Gli studenti hanno chiesto, quindi, se anche l'ideale monarchico oggi sia pensabile, al di là delle Monarchie strutturate esistenti. Di certo - ha risposto il docente - con l'idea monocratica dell'unità nazionale, dell'identità comune rappresentata dal Presidente della Repubblica e anche con quella che è definita la personalizzazione del potere o la personalizzazione della leadership di vertice, con le quali la personalità, l'immagine e la comunicazione di un leader divengono determinanti.


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