Lunedì 26 Ottobre 2020
Pubblicato nel 2013, è il romanzo d'esordio dello scrittore savocese Giuseppe Lo Conti


"Le verità del Regno Antico", un viaggio nel fantastico mondo della creatività

di Melina Patanè | 15/03/2015 | CULTURA E SPETTACOLI

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Lo Conti e la copertina del suo primo libro

E' uscito lo scorso febbraio il secondo romanzo del savocese Giuseppe Lo Conti. Si intitola "Le cronache del Regno Antico" ed è il seguito del suo primo lavoro, "Le verità del Regno Antico", pubblicato alla fine del 2013. Di seguito la recensione, a cura di Melinà Patanè, del romanzo d'esordio di Lo Conti.

Affrontare la lettura di questo romanzo, che formalmente viene ascritto al genere Fantasy, consente di impegnarsi in una riflessione che va ben oltre il racconto di per se stesso intrigante ed avvincente, di una “lotta epica” tra Umani ed Elfi. Infatti, molteplici sono le chiavi di lettura offerte da questo racconto avventuroso, che si dipana come una sceneggiatura, tra le luci ed ombre di una atmosfera gotica, che l’autore ha saputo tinteggiare con maestria, senza cadere mai nello scontato e nel banale, tenendo il lettore col fiato sospeso di rigo in rigo, offrendo più di una occasione per leggersi nell’inconscio e ritrovarsi proiettati nei vari personaggi.
Quello che desidero evidenziare in queste poche righe, è l’opportunità di leggere il romanzo, in chiave di eterna lotta tra il Bene e il Male, e ancor più dettagliatamente il dipanarsi del conflitto tra Luce ed Ombra, ben evidenziato dal contrasto tra due mondi in opposizione che apparentemente convivono senza attriti, fino all’emergenza dell’elemento di rottura, che nel racconto ha una precipua connotazione. Il senso metaforico si dipana dunque, andando dalla trama letta alla lettura “personale” del proprio inconscio, alla ricerca degli elementi di rottura che dentro ciascuno scatenano il contrasto tra le parti opposte del Sé. Di rigo in rigo, si sviluppa una analisi dei caratteri e dei comportamenti, che risalendo la corrente dei ricordi, scavano nei meandri di rimosse sensazioni ed emozioni, riportando a galla rancori mai del tutto sopiti ed elementi irrisolti della crescita psicologica; sul filo del rasoio l’una parte e l’altra, conquistano e perdono posizioni in questa battaglia senza limiti e senza fine, che tiene il lettore avvinto alla storia, che diventa così anche personale trama di vita. Non si tratta dunque, solo di un romanzo d’avventure, ma di uno squarcio aperto nella storia di una umanità sempre alla ricerca di un Eroe che possa dipanare le corrusche atmosfere dell’esistenza. Un'opera narrativa questa che unisce stile al contenuto e va ben oltre forse gli intenti dell’autore, trovatosi a realizzare un “racconto proiettivo”, dove ciascun lettore può inscrivere la personale trama e le individuali convinzioni, senza mai perdere il gusto di un viaggio nel fantastico mondo della creatività. 

Più informazioni: giuseppe lo conti  le verità del regno antico  


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