Da Taormina a Savoca: "Molior" di Nino Ucchino rinasce come "Specula Pacis"
di Redazione | oggi | CULTURA E SPETTACOLI
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La scultura in acciaio inox
Rimossa nel dicembre 2023 da Capo Taormina, in quanto non pagata all’artista che l’aveva realizzata in occasione del G7 del 2017, “Molior” di Nino Ucchino “risorge” a Savoca, con una nuova identità e una rinnovata destinazione simbolica. Lo scultore l’ha infatti ribattezzata “Specula Pacis” e ricollocata all’ingresso del suo laboratorio-galleria d’arte, dove lavora in particolare l’acciaio inox, secondo il principio che «un’opera è sempre utile in qualunque posto si trovi». L’opera monumentale in inox, alta circa 3,5 metri, pur presentandosi con un nome diverso e in una veste rielaborata, verrà inaugurata il 30 aprile, alle ore 18.30, e conserva i motivi ideali che ne avevano ispirato la concezione: il bisogno di affidare all’arte un messaggio pubblico, capace di interrogare il presente e di richiamare la coscienza collettiva su valori essenziali come il dialogo, la riconciliazione e il bene comune. L’opera, infatti, viene proposta come un segno dedicato alla pace, alla fraternità e alla dignità della persona umana, con l’intento di offrire alla comunità un punto di riflessione stabile e visibile, capace di parlare tanto ai residenti quanto ai numerosi visitatori che raggiungono ogni anno nel borgo. “Il titolo “Specula Pacis” - spiega Ucchino - orienta chiaramente questa lettura: la pace evocata dall’opera non è infatti una condizione astratta, né una formula retorica buona per ogni circostanza. Viene invece richiamata come vigilanza interiore, come esercizio di responsabilità morale, come custodia di ciò che unisce. È una pace che chiede profondità, che non cancella le ferite della storia ma le attraversa, cercando nella giustizia, nella verità e nella carità i propri fondamenti più autentici. In questo senso - aggiunge l’artista - l’installazione si propone come un segno condiviso per la comunità civile e per le nuove generazioni, chiamate a misurarsi con un’idea di convivenza non superficiale, ma esigente e consapevole». Nel passaggio da “Molior” a “Specula Pacis” si coglie così molto più di un semplice cambio di denominazione, bensì il tentativo di rilanciare, in forma più compiuta e consapevole, un’opera che conserva la propria origine ma trova oggi una nuova sintesi nel borgo savocese. Ad arricchire la cerimonia sarà anche un momento di particolare intensità spirituale e istituzionale, con la lettura di una missiva inviata dal cardinale Francesco Montenegro.













