Martedì 25 Agosto 2026
Concluso il campus itinerante con 50 filmmakers che hanno realizzato i lavori nel borgo


"Cinemadamare" saluta Roccafiorita: storia di una settimana di riprese e dei vincitori

di Filippo Brianni | oggi | CULTURA E SPETTACOLI

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Una delle scene girate in paese

Di notte, come ladri delle stesse gioie portate una settimana prima, mentre il borgo dormiva soddisfatto per la serata di sabato, si sono dileguati. L’indomani erano attesi a Stigliano, in Basilicata, dove la carovana di "Cinemadamare" porterà questa settimana quella piacevole invasione di brio portata a Roccafiorita la scorsa. Così ieri Roccafiorita si è svegliato con le colazioni “inglesi” tutte lì, le pennette del bar finalmente infarcite di quel ragù tolto la settimana scorsa per non dover ogni volta affrontare in inglese il “with” o “without” dei musulmani del gruppo. Angela non ha più cucinato le orecchiette anche per il regista Lorenzo ed i pomodori di Carmelo non hanno dovuto più temere le garbate incursioni della sorridente australiana Jacinta (“che buoni i pomodori qui!). E soprattutto, Giuseppe, Emilia e gli altri “fioritani” non balzano più al messaggio che spunta sul telefono: serve una casa vecchia per un set tra un’ora; un vestito da prete per domattina; un pantalone militare stasera. E qualcuno che accompagni una troupe sul Kalfa, in venti minuti finiscono. E non fa niente se il vestito da cerimonia calza troppo grande all’attore magro, si mette un cuscino, la trama è ironica, mica l’attore potrà farcela ad ingrassare in qualche ora, malgrado è evidente che ci stia provando da giorni con granite e gelati. I bambini, servono pure dei bambini. E una statuetta della Madonna dell’Aiuto. Difficile a Roccafiorita? Eh sì, perché quassù di danno tutto ma quella non si tocca da salotti e altarini dentro casa. Alla fine spunta però, visto che è per una buona causa. E dell’Etna ne vogliamo parlare? Che smette di eruttare proprio quando arriva la troupe, rilasciando solo un po’ di fumo a mo’ di pernacchia? O dei rumori indistinti di notte mentre Sebastiano barcolla ed Asley lo cerca tra i vicoli della casa del nonno del sindaco di Santa Teresa. Cosa dite? Ha già l’Alzheimer Sebastiano? Sì, nel senso che sta recitando, mica ce l’ha davvero. A casa di Palmira – parla inglese, è stata in America, meglio, si capirà con la regista portoghese… – si deve montare un set e va simulato un pranzo. Ma sono le due, tanto vale renderlo reale il pranzo, almeno con un paio di toast e un po’ di frutta, visto che nel cast c’è pure un bambino che “gira” dalla mattina, mica gli si può fingere il cibo. Tutti d’accordo, anche l’attrice palermitana venuta a trovare una collega del gruppo e coinvolta nel film; se la cava proprio bene a recitare, anche quando afferma che l’arancino orientale sarebbe meno buono della loro arancina... E l’indiano che prega a modo suo? O la ragazza del Kenia. E avete visto lo svedese? A volte ha l’espressione di Edward in Twilight. E quando mercoledì sul palco spuntano gruppi folk sudamericani è normale che i tanti sudamericani del gruppo li “aiutino” a ballare. Mica possono farcela da soli. Birra Messina e vino “ciuritanu” annaffiano sorrisi dei ragazzi e dei nativi, in una Roccafiorita che per pochi giorni condivide l’invasione.

Nel nome del… padre
Ah, sì, i film. Alla fine è per quello che i cinquanta ragazzi di Cinemadamare si sono arrampicati fino alle falde del Kalfa. Divisi in gruppi, ognuno col proprio regista e gruppo di lavoro, in una settimana hanno visto i luoghi, scelto le location, scritto le trame, girato, musicato e montato i corti, che sabato sera sono stati proiettati al pubblico e votati dagli stessi filmmakers. Riso, riflessione, horror, fiabe e spensieratezza si sono alternati nei circa venti cortometraggi proiettati subito dopo a documentari e clip promozionali dedicati a Roccafiorita. L’ha spuntata l’eclettico egiziano Dibo Dibo col film “L’amore resta”, dedicato al proprio padre - “la cui mente dimentica pian piano chi è stato” -  e che parla di Alzheimer, smuovendo corde profonde con dolcezza, realismo e sensibilità, anche grazie alla potente interpretazione dell’italo irlandese Aisling Lenti (già nel cast del vincitore anche la settimana prima a Nova Siri). Il film è stato prodotto dalla trottola pugliese ventitreenne Maria Elena Lasaracina insieme all’australiana Jacinta Yardin, che hanno trovato anche il tempo di scottarsi sulla spiaggia di Santa Teresa. Nel cast anche i locali Sebastiano Occhino e Mauro Brianni. Le musiche erano del palestinese Amr El Banna.

Portoghesi e sarde le sceneggiature più belle
Luca Sotgiu da Sassari e la portoghese Maria Pia Pereira sono stati giudicati gli sceneggiatori più bravi. “Cuts” di Sotgiu immaginava il ritrovamento a Roccafiorita di una pellicola del 1918 e riproponeva in chiave ironica anche quelle tecniche cinematografiche, muto compreso. Bellissima l’interpretazione del romano Lorenzo Currarini, ormai soprannominato il “cocco di Rocca” per via del feeling con gli abitanti del borgo, dov’era già stato con Cinemadamare nel 2024. Per questo film, Sotgiu ha vinto anche il premio per il miglior montaggio, in tandem col messicano Josè Britto. In “Slaying Dragons” invece, la portoghese Pia Perreira (che nei suoi quattro cognomi sventaglia con orgoglio anche l’impronta italiana: “Gagliardini”) ha vestito di fiaba il conflitto interiore di una ragazza - “costretta a combattere contro i propri draghi”-  interpretata da Anita Colombo e che agli occhi di un bimbo (interpretato dall’undicenne Joseph Brianni) appare come una principessa da salvare; sarà la madre (l’attrice palermina Anna Vella) a tenere a bada la curiosità del bimbo e spiegargli la vera natura del “drago”.

Renata Lorenzi migliore attrice
Il team di Cinemadamare ha anche conferito a Renata Lorenzi il premio come migliore attrice, per l’intensa interpretazione nell’horror psicologico “Doce Espera” diretto dal neozelandese River Evans, il quale ha trionfato anche il premio come miglior fotografia. Altri premi sono stati conferiti al romano Lorenzo Currarini per la produzione e, per il suono, al francese Achille Outy-Daguin per "Del Cielo a la Misión", un bellissimo corto tra trekking, solitudine, religione e riflessione. Molto apprezzate le clip di Anita Colombo, che dietro l’apparente aplomb milanese, ha coinvolto locali e ragazzi di Cinemadamare a spiegare alcune parole simbolo dei rispettivi dialetti. In un’altra clip, invece, è stata rievocata la storia dei fanciulli Occhino (interpretati da Tommaso Chillemi, Micol Gucciardo e Giovanni Coglitore) che cresciuti determineranno poi la nascita del culto alla Madonna dell’Aiuto a Roccafiorita.  Diversi i bambini del luogo impegnati nei film, tra cui anche Lara Monti e Giovanni e Claudio Coglitore.

Direttore e sindaco soddisfatti
Parole di elogio per Roccafiorita ed i suoi abitanti sono state espresse da Franco Rina, giornalista di La7 e direttore di Cinemadamare. “Il risultato di questa settimana sia ampiamente positivo”. Una valutazione condivisa anche dal sindaco, Concetto Orlando che ha già invitato Cinemadamare a tornare a Roccafiorita anche nel 2027, anche per via dell’importante ed energetica impronta che l’evento lascia a Roccafiorita, come hanno sottolineato anche il vicesindaco Santino Manuli e l’assessore Emilia Mazzullo. Insomma, un momento di arte, crescita reciproca, condivisione e cultura a cui Roccafiorita non intende rinunciare. 


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