Martedì 26 Maggio 2020
Crack consumato nelle abitazioni. Indagini dei carabinieri di Alì Terme partite nel 2019


Vendevano droga ai minorenni della zona jonica, arrestate due persone a Roccalumera

di Andrea Rifatto | 22/05/2020 | CRONACA

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Indagini iniziate ad Alì Terme lo scorso anno

Sono accusati di aver venduto sostanza stupefacente del tipo crack a minorenni residenti nel comprensorio jonico, con i quali consumavano anche la droga nelle loro abitazioni. Al culmine delle indagini sono così scattate le manette a Roccalumera per due persone, Mario D’Arrigo, 64 anni di Roccalumera e Giuseppe De Francesco, 58 anni di Fiumedinisi e residente a Nizza, entrambi già noti alle Forze dell'ordine, arrestati con l’accusa di cessioni di sostanze stupefacenti a persone di età minore in concorso. I due sono finiti nel carcere di Messina Gazzi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, eseguita dai Carabinieri della Compagnia Messina Sud ai comandi del maggiore Alessandro Brunetti. La misura cautelare eseguita costituisce l’epilogo di un’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, condotta dai carabinieri della Stazione di Alì Terme ed avviata nel dicembre 2019, che ha consentito d’individuare nei due arrestati gli autori di una serie reiterata di cessioni di sostanza stupefacente a minorenni, residenti nella zona jonica, tra settembre e dicembre dello scorso anno. In particolare è stato accertato come il 58enne e il 64enne, una volta acquistato lo stupefacente nel capoluogo peloritano ed in altre località, abbiano utilizzato le abitazioni di cui avevano la disponibilità per cedere crack ad alcuni minorenni con i quali contestualmente lo consumavano. Il crack, come noto, è un prodotto chimico della cocaina, assunto inalandone il fumo dopo aver surriscaldato i cristalli della sostanza in bottiglie di plastica semipiene di acqua, con il tappo formato da carta in alluminio ed una cannuccia inserita nella parte priva di acqua. Tale modalità di assunzione è stata riscontrata nel corso di alcune perquisizioni svolte nel corso delle indagini. 


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