Mercoledì 05 Agosto 2020
Colpo del 1 ottobre. L’uomo è stato fermato a Catania insieme ad una 31enne


Taormina, tentata rapina in gioielleria: arrestato il quinto malvivente

di Redazione | 01/03/2016 | CRONACA

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Pappalardo (nel riquadro) è stato bloccato dalla Polizia

È stato arrestato la notte scorsa a Catania il quinto malvivente accusato di aver partecipato alla tentata rapina del 1 ottobre scorso alla gioielleria “Rapisarda” di Taormina. Gli agenti di Polizia della sezione Volanti della Questura etnea hanno messo le manette ai polsi di Giacomo Pappalardo, 39 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 9 febbraio dal Tribunale di Messina per tentata rapina aggravata commessa in concorso. Insieme all’uomo è stata arrestata una donna che si trovava in sua compagnia, Melek Jasar, 31 anni: ad entrambi è stato contestato il reato di possesso di documenti di identificazione falsi. L’intervento della volante ha tratto spunto dalle indagini condotte dal Commissariato di Taormina per rintracciare l’uomo che si era reso latitante. Nei giorni scorsi, infatti, la Polizia ha avviato anche sul territorio di Catania attivissime ricerche diramando la foto del ricercato, il modello e la targa dell’autovettura in uso allo stesso. Alle 2 di notte l’equipaggio di una volante ha rintracciato la autovettura di fronte ad una sala giochi, e pertanto gli agenti hanno deciso di effettuare un controllo. All’interno del locale l’uomo e la donna hanno esibito due carte d’identità riportanti generalità diverse da quelle oggetto di ricerca, ma gli agenti, nell’approfondire l’accertamento sui documenti esibiti grazie anche al confronto con la foto dell’uomo, sono giunti all’ identificazione certa di Pappalardo e Jasar. Messi di fronte all’evidenza, entrambi hanno ammesso le loro reali generalità. Accompagnati in Questura per le incombenze di rito, su disposizione del pm di turno Giacomo Pappalardo è stato tradotto traduzione presso la Casa circondariale di Piazza Lanza, mentre a Melek Jasar sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Si chiude così il cerchio sulla tentata rapina alla gioielleria taorminese: subito dopo il colpo vennero arrestati Antony Proietto, 19 anni, bloccato mentre tentava di allontanarsi a bordo di un taxi, e Salvatore Patania, 21 anni, rintracciato dai Carabinieri a bordo di un pullman di linea. Nel corso delle indagini emerse come a progettare ed eseguire il colpo erano stati in tutto cinque individui, tutti provenienti da Catania, alcuni di loro implicati anche nella rapina avvenuta il 15 aprile 2015 in un’altra prestigiosa gioielleria di Taormina, e arrestati dai poliziotti del locale Commissariato pochi giorni dopo il colpo dell'1 ottobre. Il 13 febbraio i poliziotti del Commissariato di Taormina avevano proceduto all’esecuzione della misura nei confronti di Santo Riolo, 34 anni, già detenuto nel carcere di Catania, mentre i militari dell’Arma avevano provveduto a eseguire, sempre in carcere, quella nei confronti di Giuseppe Tasco, 26 anni.

Più informazioni: rapina 1 ottobre taormina  


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