Mercoledì 08 Aprile 2026
Gli accertamenti dei Carabinieri hanno portato alla notifica degli avvisi di garanzia


Suoli pubblici non pagati a Forza d'Agrò, indagati otto imprenditori

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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Il chiosco nella piazza del municipio

Non avrebbero versato al Comune il canone per l'utilizzo del suolo pubblico, occupando abusivamente le aree davanti le loro attività con tavolini, sedie e altro. È l'accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Messina nei confronti di otto imprenditori di Forza d'Agrò. Sulle scrivanie del palazzo di giustizia, infatti, non c’è solo l’inchiesta sulle false residenze, ma tra i fascicoli aperti in questi anni sul borgo c’è anche un’indagine sull’utilizzo del suoli pubblici. I carabinieri della locale Stazione hanno notificato ad otto indagati l’avviso di conclusione indagini e contestuale informazione di garanzia, firmato dalla sostituta procuratrice Roberta La Speme al termine degli accertamenti svolti dai militari dell’Arma nel corso del 2024. Il provvedimento è stato consegnato a coloro che sono stati individuati come titolari delle attività che avrebbero occupato i suoli pubblici per estensioni maggiori rispetto a quelle autorizzate dal Comune, omettendo di pagare la tassa di occupazione prevista. Il reato contestato è quello di invasione di terreni o edifici. 

L’avviso di conclusione indagini è stato notificato a Pippo Bondì, consigliere comunale di maggioranza attualmente indagato nell’inchiesta false residenze, per il ristorante “Osteria Agostiniana”; Maria Teresa Carullo, moglie del sindaco Bruno Miliadò, titolare del chiosco “Villa Souvenir” davanti al municipio; Marian Lanca (ristorante “Borgo D’Agro”); Carmen Teresa Di Cara e Pasquale Di Cara (ristorante “Il Padrino”); Giuseppe Carullo (pizzeria "Antichi Muri”); Giampaolo Stracuzzi (bar “La Dolce Vita”) e Caterina Gullotta (ristorante “Anni 60”). Gli indagati sono difesi dagli avvocati Fabio Di Cara, Felice Di Bartolo e Francesco Gazzara e adesso potranno presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad indagini del proprio difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine oppure presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.


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