Martedì 23 Ottobre 2018
Sentenza di primo grado dell'operazione 'Jonica', che nel 2013 portò a 12 arresti


Spaccio di droga tra Nizza e Sant'Alessio, chiuso il processo con 21 prescrizioni

di Andrea Rifatto | 24/01/2018 | CRONACA

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I carabinieri iniziarono le indagini nel 2007

Si chiude con la prescrizione dei reati per tutti gli imputati il processo sull’operazione antidroga “Jonica”, relativa allo spaccio di stupefacenti tra Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo (in particolare a Furci Siculo) per il quale nell’aprile 2013 furono arrestate 12 persone e altrettante indagate al culmine delle indagini partite nel 2007 e condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Messina, che ritennero fosse stata messa in piedi un’organizzazione criminale che si dedicava al traffico di droga, soprattutto nella fascia jonica messinese, proveniente da Catania e anche dalla Calabria. Oggi pomeriggio i giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Messina, presieduta da Mario Samperi, hanno emesso la sentenza di primo grado dichiarando l’intervenuta prescrizione dei reati nei confronti di tutti i 21 imputati finiti a processo con le accuse, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti e spaccio. Reato, quest'ultimo, riqualificato nella forma di speciale tenuità di cui all'articolo 73 quinto comma del Dpr 309/1990 (ipotesi lieve di condotta illecita) mentre l'associazione è stata riqualificata ai sensi dell'articolo 74 sesto comma. Per tutte le contestazioni è scattata così la prescrizione essendo diminuite le pene previste.

A processo erano finiti Diego Toscano (35 anni) di Furci; Valeria Totaro (31) di Furci; Antonino Pozzo (32) di Furci; Marco Antonio Prestipino (32) di Furci; Danilo Proteggente (30) di Furci; Roberto La Spina, (32) di Fiumefreddo, ritenuto principale corriere e capo del gruppo; Fabio Raneri (34) di Letojanni; Antonino Morgante (46) di Roccalumera; Claudia Belcore (48) di Pagliara; Vincenzo Maccarrone (29) di Furci; Adriano Gotti (30) di S. Teresa; Andrea Fallone (32) di Limina; Alessandro Intelisano (38) di Limina; Francesco Foti (32) di Furci; Giovanni Cannistrà (36) di Fiumedinisi; Santino Schepis (28) di Fiumedinisi; Thomas Villari (37) di Roccalumera; Giovanni Schepis (51) di Messina; Roberto Altadonna (37) di Sant’Alessio; Domenico Longo (61) di Mongiuffi Melia e Domenico Batessa (40) di Messina. Ad aprile 2014, al termine dell’udienza preliminare, il gup Daniela Urbani aveva disposto ventuno rinvii a giudizio, due patteggiamenti per i messinesi Francesco Campagna (due anni) e Roberto Foti (un anno e due mesi) e una condanna per Pietro Ruffo di Bovalino (Rc) (due anni con rito abbreviato). Il pubblico ministero Maria Pellegrino aveva chiesto 6 anni e 8 mesi per Toscano; 8 anni per Prestipino; 6 anni e 8 mesi per Proteggente; 14 anni per La Spina; 14 anni per Maccarrone; 13 anni e 6 mesi per Gotti; 6 anni e 9 mesi per Foti; 13 anni e 4 mesi per Cannistrà; 7 anni per Giovanni Schepis; 4 anni per Villari; 6 anni per Batessa e la prescrizione per tutti gli altri. I 21 imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe Cacciola, Rina Frisenda, Antonio Bongiorno, Massimo Rizzo, Giuseppe Irrera, Lucia Spicuzza, Salvatore Sorbello, Alfio Ardizzone, Massimo Brigandì, Santo Scolaro, Irene Giaimi, Antonio Sarcella, Domenico Currò, Giuseppe Carrabba, Gaetano Schilirò, Isabella Barone, Antonio Noè, Carmelo Crisafulli, Filippo Brianni, Gianfilippo Brunetto e Daniela Garufi.

Secondo i Carabinieri, che hanno più volte fermato i pusher e sequestrato 550 grammi di hashish, 40 grammi di cocaina, 30 di eroina e 300 di marijuana, era stata organizzata un’associazione criminale che acquistava la droga, soprattutto marijuana, hashish, eroina e cocaina, in provincia di Catania per poi farla smerciare dagli spacciatori al dettaglio nel centri tra Nizza e Sant’Alessio e in modo particolare a Furci. Per gli inquirenti, che si servirono anche di intercettazioni, una costola dell’organizzazione agiva a Messina e in questo caso la sostanza stupefacente arrivava dalla Locride o veniva acquistata in città, in particolare nel rione Mangialupi. 


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