Lunedì 06 Aprile 2020
Prelevato con la forza a Roma per non aver pagato un debito. Bloccati dopo lo sbarco


Sequestrano un uomo, arrestati a Messina otto catanesi - VIDEO

05/03/2016 | CRONACA

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Sopra: Cuffari, Ferrara, Guerrera, Guglielmino. Sotto: Perna, Santangelo, Sardo e Zanti

I Carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno arrestato nella notte otto persone che avevano messo in atto un sequestro di persona ai danni di un pasticciere 63enne di origini siciliane, residente a Pomezia (Roma). A finire in manette, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso, sono stati Francesco Cuffari, 29 anni; Gaetano Ferrara, 28 anni; Marco Guerrera, 28 anni; Simone Guglielmino, 23 anni; Francesco Maurizio Perna, 37 anni; Antonino Ivano Santangelo, 26 anni; Luca Davide Sardo, 26 anni; Concetto Zanti, 51 anni, tutti nati a Catania e già noti alle forze dell’ordine. La vittima, nel primo pomeriggio del 3 marzo, mentre si trovava nei pressi della sua abitazione di Torvajanica, frazione del comune di Pomezia, è stato avvicinato con una scusa da due soggetti, che dopo averlo prelevato dall’abitazione contro la sua volontà, sono riusciti con violenza a caricarlo a bordo di una vettura e, seguiti da complici a bordo di un altro veicolo, si sono allontanati velocemente.

A dare l’allarme sono stati alcuni cittadini, che hanno segnalato al 112 una colluttazione in corso, facendo sì che i Carabinieri, intervenuti tempestivamente sui luoghi segnalati, ricostruissero immediatamente la reale natura del fatto. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona hanno subito permesso agli militari della Compagnia di Pomezia di individuare con precisione i mezzi impiegati per il reato, due autovetture Mercedes classe B, nonché la direzione di marcia presa dai malviventi, considerato che dalla consultazione dei transiti autostradali erano risultate in movimento lungo l’autostrada da nord a sud. È iniziata così una vasta attività di controllo del territorio condotta dai Carabinieri, che ha consentito di individuare i mezzi mentre percorrevano il tratto calabro dell’autostrada A/3. Le autovetture sono state intercettate nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Villa San Giovanni, dove alle due Mercedes si è aggiunta una Fiat Punto con a bordo altri complici. I militari dell’Arma, a questo punto, notavano che la vittima veniva trasferita, sempre con violenza, sulla Punto e che le tre autovetture si imbarcavano su una nave della società Caronte dirette in Sicilia. Così, quando le tre vetture sono sbarcate a Messina, gli uomini dell’Arma hanno deciso di intervenire bloccandole lungo il percorso di uscita dell’area portuale, immobilizzandone gli occupanti e liberando l’ostaggio, visibilmente scioccato e con delle contusioni. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri il movente dell’azione delittuosa andrebbe ricondotto al tentativo dei malviventi di ottenere la restituzione di un debito di oltre 100mila euro, contratto per motivi in corso di accertamento dalla famiglia dell’ostaggio. Il rapimento era dunque finalizzato a ottenere il recupero della somma. Al termine delle formalità, tutti gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di Messina Gazzi.


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