Domenica 05 Febbraio 2023
Operazione dei carabinieri di Messina: sfruttate donne straniere in città e provincia


Scoperto vasto giro di prostituzione, 23 indagati: incontri anche nei comuni jonici

di Andrea Rifatto | 15/11/2022 | CRONACA

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Indagini della Compagnia Messina Centro

Un vasto giro di prostituzione tra Messina e provincia è stato scoperto dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro e al termine degli accertamenti investigativi la Procura della Repubblica peloritana ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 23 persone, accusate a vario di titolo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il provvedimento, firmato dai sostituti procuratori Roberto Conte, Giovannella Scaminaci e Marco Accolla, è stato notificato ad Alberto Calapai, 33 anni di Messina; Giuseppe Calapai, 39 anni di Messina; Riccardo Calapai, 41 anni di Messina; Giuseppe Di Giuseppe Taormina, 61 anni di Giardini Naxos; Giovanni Di Vincenzo, 63 anni di Rionero Sannitico (Isernia); Giovanni Forestieri, 33 anni di Messina; Francesco Gemelli, 42 anni di Messina; Marco Giudice, 42 anni di Lentini; Emanuele Giuliano, 56 anni di Messina; Marco Malta, 39 anni di Messina; Salvatore Mastroeni, 52 anni di Messina; Gabriele Molica, 61 anni di Messina; Giuseppe Paino, 38 anni di Lipari; Cosimo Pantè, 44 anni di Messina; Anna Portinaio, 61 anni di Napoli; Stelian Sebastian Ruge, 42 anni della Romania; Giuseppe Salvadore, 44 anni della Svizzera; Simone Sciuto, 39 anni di Messina; Antonino Silvestri, 46 anni di Messina; Maurizio Spadaro, 56 anni di Messina; Giampiero Strano, 36 anni di Piedimonte Etneo; Antonino Tedeschi, 48 anni di Catania; Bettania Elizabeth Urena, 51 anni originaria della Repubblica Dominicana. Sedici i campi di imputazione contestati ai 23 indagati, nel periodo tra il 2016 e il 2019.

L’accusa è quella di aver “favorito e sfruttato la prostituzione” di donne straniere (dominicane, colombiane, venezuelane, romene e ungheresi), “mettendo a disposizione” unità immobiliari a Messina in piazza Duomo e nelle vie Duca degli Abruzzi, Risorgimento, Trento, Arbitrio dello Zucchero, Roma, Pisa, La Farina, Catania, Principe Umberto e viale Italia, “fornendo alle stesse assistenza (logistica, alimenti, ricariche telefoniche e postepay) con la piena consapevolezza” che vendessero il proprio corpo, riscuotendo l’affitto spesso a prezzi notevolmente superiori ai canoni di mercato, sapendo che “il denaro, quale corrispettivo della locazione, era il provento, in tutto o in parte” dell’attività di meretricio. Giovanni di Vincenzo è accusato di aver costretto la sua compagna a prostituirsi a Messina, Giardini Naxos e Roccalumera, “provvedendo ad effettuare le inserzioni pubblicitarie sul sito bakecaincontri.com, a tenere la contabilità delle entrate/uscite della donna, a riscuotere in tutto o in parte il provento dell'esercizio della prostituzione”. Giuseppe Paino avrebbe gestito cinque alloggi a Milazzo, Furnari, Messina e Roccalumera, dove operavano donne dominicane, brasiliane, romene, cinesi e russe. Giuseppe Di Giuseppe Taormina e Anna Portinaio avrebbero messo a disposizione alloggi per gli incontri a Giardini Naxos, mentre Giampiero Strano e Marco Giudice avrebbero favorito gli incontri sessuali anche in alloggi di Letojanni e Mascali.


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