Venerdì 28 Febbraio 2020
L’incidente del 2018 a Motta Camastra in cui persero la vita due fratelli di Francavilla


Schianto mortale sulla Statale 185, automobilista condannato per duplice omicidio

di Andrea Rifatto | 01/02/2020 | CRONACA

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I due veicoli coinvolti e le vittime

È arrivata una condanna per il tragico incidente dell’estate del 2018 sulla Strada statale 185 di Sella Mandrazzi, in cui persero la vita due fratelli di Francavilla di Sicilia. Il Gup Simona Finocchiaro del Tribunale di Messina, al termine del rito abbreviato, ha condannato a tre anni di reclusione per duplice omicidio stradale uno dei conducenti dei due veicoli coinvolti, il 22enne Giovanni Antonio Randazzo, originario di Bronte ma residente a Roccella Valdemone. Al giovane, difeso dagli avvocati Salvatore Silvestro e Giovanna Caffarella, non è stata addebitata l’aggravante della guida in stato di alterazione psicofisica ma gli è stata revocata la patente. Randazzo, quella notte del 26 agosto, viaggiava al volante di una Peugeot 307 che transitava in direzione di Francavilla, quando alle 3.30, giunto al km 56,300 nella frazione San Cataldo del comune di Motta Camastra, davanti la sede del Corpo di Polizia locale, si schiantò contro un'Alfa Romeo 147 che procedeva in direzione opposta con quattro persone a bordo: nel terribile impatto persero la vita Luciano Siracusa, 28 anni e il fratello Francesco di 17, il primo al volante della 147 e il secondo al suo fianco. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Taormina e della Stazione di Francavilla, coordinate dal Pm Marco Accolla: secondo l’accusa Randazzo si trovava alla guida della Peugeot 307 “in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’uso di cannabinoidi” e procedeva in direzione di Francavilla “ad una velocità stimata di 102,10 km/h, superiore al doppio del limite consentito”: avrebbe quindi invaso la corsia opposta mentre arrivava l’Alfa Romeo 147 a bordo della quale viaggiavano i fratelli Siracusa e altri due giovani rimasti feriti. Uno schianto terribile tanto che l'Alfa Romeo finì sul muretto che delimita la strada, sfondando una recinzione metallica, mentre la Peugeot fece testacoda rimanendo sul margine della carreggiata. Alcuni degli occupanti, dopo l'impatto, vennero sbalzati sull'asfalto e per Francesco, deceduto sul colpo e Luciano, poco dopo l'arrivo all'ospedale, non ci fu nulla da fare. La comitiva tornava da un matrimonio e si stava spostando alla festa di compleanno di un amico. Ma lungo il tragitto è sopraggiunta la tragedia.


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