Venerdì 22 Gennaio 2021
Da anni subiva minacce e aggressioni: i carabinieri hanno posto fine all'incubo


Savoca, maltrattava la madre e le estorceva somme di denaro: arrestato un 41enne

di Redazione | 07/01/2021 | CRONACA

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Immediato l'intervento dell'Arma

Esausta per i continui maltrattamenti subiti e intimorita dall’atteggiamento violento del figlio, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare le vessazioni subite e per lei si è così concluso un incubo che durava da tempo. L’uomo, un 41enne originario di Messina, già noto alle Forze dell’ordine, è stato infatti arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata e rinchiuso ai domiciliari. Nei suoi confronti i militari dell’Arma della Stazione di Sant’Alessio Siculo, competenti per territorio, hanno applicato un’ordinanza di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, al termine degli accertamenti condotti dai militari, che gli è stato notificato nel villaggio messinese dove vive. Pochi giorni prima gli stessi carabinieri erano intervenuti nell’abitazione di Savoca, dove la madre si era trasferita da qualche tempo, dopo la sua richiesta di aiuto e il timore che il figlio potesse continuare a farle del male. Le indagini immediatamente avviate dagli uomini dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina, hanno permesso di ricostruire in tempi rapidi come l’uomo, ormai dal 2018, maltrattava ripetutamente la madre e la minacciava per costringerla a consegnargli consistenti somme di denaro per acquistare alcolici e sostanze stupefacenti, andando in escandescenza in caso di rifiuto, al punto che già in altre circostanze erano intervenute le Forze dell’ordine per impedire al 41enne di commettere azioni irreparabili nei confronti della donna. Le attività investigative condotte dai militari dell’Arma della Compagnia di Taormina sotto le direttive del capitano Giovanni Riacà, e nello specifico della Stazione di Sant’Alessio guidata dal luogotenente Vito Calì, hanno quindi permesso di ricostruire lo stato di avvilimento e disagio in cui la vittima è stata costretta a vivere per anni, durante i quali ha subito minacce e continue aggressioni, vivendo in un clima di sottomissione e paura. Quotidiane erano le richieste di denaro, anche tramite ricariche su una carta Postepay, che il figlio avanzava nei confronti della madre, trasferitasi insieme ad un’altra figlia nel comune savocese. Il Gip del Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio acquisito e valutata la gravità dei fatti, ha così disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per il 41enne per i due reati contestati. I Carabinieri ricordano come le denunzie da parte delle vittime di violenza di genere e nei confronti di minori sono di fondamentale importanza per gli organi deputati a perseguire tali tipologie di delitti poiché conducono ad un immediato intervento in loro tutela. L'immediatezza della risposta della polizia giudiziaria si ricollega anche ad una specifica preparazione professionale nell’affrontare tali reati, sollecitata e coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere quanto più rapidamente possibile a tutelare tutte le vittime vulnerabili.


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