Sabato 25 Aprile 2026
L'ex sindaco e l'ex tecnico comunale erano a processo dal 2023 insieme alla ditta


Sant'Alessio, Foti e Faranna assolti da tutte le accuse per la gestione del depuratore

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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L'ex tecnico Faranna e l'ex sindaco Foti

Nessuna responsabilità dei vertici politici e tecnici del Comune di Sant’Alessio Siculo per la gestione negli anni scorsi del depuratore fognario, finita al centro di indagini della magistratura. Lo ha stabilito il Tribunale di Messina, che ha assolto con formula piena l’ex sindaco Giovanni Foti (oggi vicesindaco) e l’ex responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, l’architetto Gaetano Faranna, al termine del processo di primo grado che li vedeva imputati insieme a Caterina Agata Italia Sapienza, rappresentante legale della ditta “Rizzotti Costruzioni” di Catania che ha gestito l’impianto negli anni scorsi, deceduta nel corso del dibattimento. Foti e Faranna erano stati rinviati a giudizio nel maggio 2023 dalla gup Tiziana Leanza con le accuse di omissione di atti d’ufficio in concorso e getto pericoloso di cose, al termine delle indagini condotte dalla Procura peloritana e coordinate dalla sostituta procuratrice Rosanna Casabona, che nel settembre 2022 portarono anche al sequestro dell’impianto di contrada Cassarina, eseguito dalla Capitaneria di Porto su disposizione della gip Simona Finocchiaro, poi dissequestrato un mese dopo dal Tribunale del Riesame, che ha accolto il ricorso presentato dal Comune. Il collegio della Prima Sezione penale del Tribunale di Messina, presieduto dalla giudice Adriana Sciglio con a latere Francesco Torre e Concetta Maccarrone, ha assolto ex sindaco ed ex tecnico da entrambi i capi di accusa con la formula “perché il fatto non sussiste”; il pubblico ministero, invece, aveva chiesto l’assoluzione per l’omissione di atti d’ufficio e la dichiarazione di prescrizione per il reato ambientale. I due imputati sono stati difesi dagli avvocati Massimo Brigandì e Pietro Fusca, che hanno dimostrato la totale estraneità dei loro assistiti ai fatti contestati. 

La vicenda risale all’ottobre 2019, dopo i sopralluoghi di Guardia costiera e Arpa nell’impianto di depurazione fognaria utilizzato anche dal comune di Forza d’Agrò. L’accusa addebitava a Foti e Faranna l’omissione di atti d’ufficio per «aver consentito il funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue in condizioni inadeguate al corretto ciclo depurativo e in assenza di adeguata manutenzione, in assenza di autorizzazione allo scarico in uscita dall’impianto nelle acque marine (rilasciata dalla Regione nel 2013 e scaduta nel 2017) e omettendo di verificare l’esecuzione dei lavori di potenziamento e di adeguamento aggiudicati alla ditta “Rizzotti Costruzioni”, omettendo indebitamente di compiere un atto del loro ufficio», ossia procedere al trattamento delle acque reflue attraverso un impianto di depurazione a norma di legge. Inoltre erano accusati di aver provocato lo scarico in mare di acque reflue non depurate «omettendo di effettuare le opportune verifiche sul funzionamento dell’impianto di depurazione e di eseguire un corretto trattamento depurativo e procedere alla manutenzione dell’impianto».


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