Martedì 18 Febbraio 2020
L'organizzazione riusciva a far ottenere contributi europei pretendendo una quota


Roccalumera. Truffe in agricoltura, arrestate quattro persone

03/10/2014 | CRONACA

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Gli arrestati: Scipilliti, Amore, Guerrera, Giudice

I carabinieri del nucleo investigativo di Messina e della stazione di Roccalumera, coadiuvati da personale del nucleo operativo di Messina Sud, della Compagnia di Catania Piazza Dante e della stazione di Lentini (Sr), hanno dato esecuzione, nelle province di Messina, Catania e Siracusa, a quattro misure cautelari personali, di cui una in carcere nei confronti di Roberto Scipilliti, 53 anni, residente a Roccalumera, e le restanti agli arresti domiciliari per Giuseppe Attilio Amore, 54enne di Catania, Grazia Giudice, 53 anni, di Lentini (Sr) e Enrico Guerrera, 34enne messinese. I soggetti sono stati tratti in arresto in quanto indagati a vario titolo per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa da privato in atti pubblici ed estorsione. In particolare, l’indagine svolta tra aprile 2012 e il settembre di quest’anno dai militari della stazione di Roccalumera, in collaborazione con il nucleo investigativo del Comando provinciale di Messina, ha consentito di accertare ripetute truffe avvenute nel 2010 e nel 2011 ai danni dell’Unione Europea e dell’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), in qualità di organismo pagatore delle erogazioni concesse a sostegno della produzione agricola degli Stati membri. Il protagonista di questo disegno criminoso è stato individuato nella persona di Roberto Scipilliti, il quale ha avvicinato e convinto undici soggetti, indigenti dal punto di vista economico, a consegnargli la copia dei propri documenti di identità e false attestazioni relative alla proprietà di terreni agricoli in capo agli stessi. Successivamente lo Scipilliti, grazie alla complicità di Giuseppe Attilio Amore (impiegato presso il Centro di Assistenza Agricola di Catania) e di Grazia Giudice (impiegata presso il Centro di Assistenza Agricola di Lentini), si adoperava per dare avvio alle pratiche necessarie ad ottenere, da parte dell’Unione Europea, l’erogazione dei contributi in favore dei richiedenti, che in realtà non ne avevano alcun titolo, in quanto non erano né titolari né altresì conduttori di terreni adibiti a coltivazioni. Il disegno criminoso si completava poi con l’estorsione, che si concretizzava nel momento in cui Scipilliti consentiva ai beneficiari delle erogazioni di trattenere solamente una minima parte delle somme percepite, facendosi consegnare mediante pesanti minacce di morte quasi l’intera somma di denaro. Stessa condotta è stata tenuta da Enrico Guerrera, trentaquattrenne messinese, in relazione alla richiesta di erogazioni formulata da uno solo dei soggetti istanti, con il quale però la ripartizione delle somme percepite è stata concordata anziché estorta. 

I Centri di Assistenza Agricola sono gli organismi territoriali di cui l’Agea si avvale per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali di organismo pagatore dei contributi e dei premi erogati dall’Unione Europea a beneficio dei produttori agricoli degli Stati membri. Per questo, ai Centri sono delegate funzioni di supporto nella predisposizione delle domande di ammissione ai benefici comunitari e nazionali su richiesta degli imprenditori che vi abbiano interesse, garantendo un costante e diretto rapporto con gli stessi, l’identificazione del produttore agricolo, l’accertamento del titolo di conduzione dell’azienda e la corretta immissione dei dati sulla scorta dei quali viene richiesto il contributo.

Al termine delle complesse indagini svolte dal personale dell’Arma, il Gip del Tribunale di Messina, dott.ssa Maria Teresa Arena, su richiesta del sostituto procuratore dott. Antonio Carchietti della Procura della Repubblica messinese, in seno alla quale esiste un vero e proprio “pool” per il contrasto alla criminalità economica, ha emesso le quattro misure cautelari personali e per ogni singola condotta, le misure cautelari reali finalizzate al recupero delle somme indebitamente percepite. Le operazioni condotte dal Nucleo Operativo di Messina Sud hanno inoltre interessato l’individuazione dei conti correnti e i successivo sequestro per l’equivalente di circa 200mila euro, suddivisi tra i predetti e gli altri undici soggetti coinvolti, che hanno senza titolo beneficiato delle erogazioni dell’Agea e che sono stati denunciati in stato di libertà per i reati di truffa aggravata e di falsità ideologica commessa in atti pubblici.


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