Domenica 26 Settembre 2021
Arrestata e adesso in libertà. La difesa vuole chiarire la posizione di chi ha indagato


Roccalumera, guardia carceraria nei guai per maltrattamenti. Coinvolto comandante dei Cc

di Andrea Rifatto | 26/05/2021 | CRONACA

5179 Lettori unici

La Stazione Carabinieri di Roccalumera

Una storia piuttosto particolare, in parte ancora da decifrare, che vede coinvolti appartenenti alle Forze dell’Ordine e che si sta cercando di ricostruire anche nelle aule giudiziarie, dove è approdata per la prima volta ieri con clamorosi risvolti. Riavvolgendo il nastro della vicenda, è a Roccalumera che si svolgono i fatti, anche piuttosto gravi secondo le contestazioni, che hanno portato nei mesi scorsi all’arresto di un uomo di 44 anni, assistente capo della Polizia penitenziaria, accusato di maltrattamenti aggravati contro l’ex convivente, con la quale ha vissuto circa dieci anni. Un’accusa pesante come un macigno per il poliziotto, finito in carcere su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato l’inchiesta con il sostituto procuratore Roberto Conte, ristretto ai domiciliari dopo una settimana e poi tornato in libertà con il divieto di avvicinamento all’ex compagna. Secondo la Procura, l’uomo “con condotte reiterate maltrattava la compagna anche alla presenza delle figlie minori, sia nel corso della convivenza che successivamente alla sua cessazione, sottoponendola a vessazioni fisiche e morali, consistite nell’aggredirla fisicamente, nel minacciarla di morte, nell’adottare un atteggiamento possessivo e autoritario non permettendole di frequentare liberamente i suoi genitori e le sue sorelle, costringendola in tal modo ad incontrarli a sua insaputa e nel danneggiare durante i litigi le porte dell’abitazione con calci e pugni”. Tutte condotte con le quali, per l’accusa, “ingenerava nella persona offesa uno stato di continua ansia, frustrazione e timore per la propria incolumità, con l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza di un minore”. 

Lunedì il caso è approdato in Tribunale, nel corso dell’udienza preliminare davanti al Gup Tiziana Leanza, per decidere se mandare o meno a processo la guardia carceraria, difesa dall’avvocato Salvatore Silvestro, mentre la donna è assistita dall’avvocato Cettina La Torre. E in aula si è registrato un colpo di scena, visto che l’avvocato Silvestro ha presentato richiesta di rito abbreviato condizionato all’esame della posizione del comandante della Stazione Carabinieri di Roccalumera, il luogotenente Roberto Montagna, attualmente non più alla guida della caserma della cittadina jonica ma destinato ad altro incarico, che non risulta indagato in questo procedimento ma potrebbe esserlo in uno connesso, visto che è stato oggetto di diversi esposti nei quali viene contestato il suo comportamento nella vicenda. Il Gup ha rinviato l’udienza al 7 giugno per sciogliere la riserva sull’ammissione dell’istanza e quindi eventualmente sentire il sottufficiale dell’Arma assistito da un difensore. “Avvertiamo l’esigenza di chiarire i rapporti tra l’allora comandante della Stazione Carabinieri e la parte offesa, ossia l’ex compagna dell’indagato - dice l’avvocato Salvatore Silvestro - per comprendere compiutamente la scansione temporale degli eventi e l’operato di chi ha condotto le indagini”. Un caso, attenzionato anche dal Comando provinciale dei Carabinieri e dal Corpo di Polizia Penitenziaria, che potrebbe riservare altre sorprese.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.