Giovedì 29 Febbraio 2024
Un uomo di 47 anni è stato beccato con segni contraffatti posti sotto sequestro


Roccalumera, girava con paletta e distintivo spacciandosi per "agente": denunciato dai Cc

di Andrea Rifatto | 27/10/2021 | CRONACA

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I militari lo hanno deferito in stato di libertà

Da qualche tempo girava per Roccalumera spacciandosi per un appartenente alle Forze dell’ordine e perfino durante un controllo di polizia stradale si era qualificato come agente mostrando un distintivo farlocco, venendo ben presto smascherato una volta che era stata appurata la sua identità. Non contento ha però continuato con la sua condotta illecita, fino a quando è finito nella rete dei Carabinieri che lo hanno segnalato all’autorità giudiziaria. Protagonista della curiosa vicenda è un uomo di 47 anni residente nella cittadina jonica, C. R. le sue iniziali, che nei giorni scorsi è stato denunciato dai militari dell’Arma della Stazione di Roccalumera per possesso di segni distintivi contraffatti e guida in stato di ebbrezza. L’uomo è stato sottoposto a controllo proprio nella caserma dei Carabinieri, dove si era recato a quanto pare per sporgere una denuncia, mostrandosi però in uno stato di alterazione che ha insospettito i carabinieri: una volta avviati gli accertamenti nei suoi confronti, i militari guidati dal maresciallo Domenico Musolino lo hanno trovato in possesso di una paletta di segnalazione stradale con l’indicazione “Ministero della Giustizia”, senza che ne avesse alcun titolo, del tutto simile per forma e dimensioni ai dispositivi in uso ai soggetti autorizzati e dunque potenzialmente in grado di trarre agevolmente in inganno i cittadini sulle qualità personali di colui che ne faceva uso e sul potere connesso all’uso stesso del segno. Il dispositivo in questione è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri di Roccalumera, ma non è tutto: il 47enne si è infatti rifiutato di essere sottoposto all’accertamento del tasso alcolemico e dunque è stato denunciato anche per il reato di guida in stato di ebbrezza alla Procura della Repubblica di Messina.


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