Lunedì 26 Febbraio 2024
Revocati gli arresti domiciliari a uno dei quattro imprenditori condannati ad ottobre


"Pizzo" sugli stipendi alla "Top Market" di S. Teresa, torna in libertà Carmelo Saglimbeni

di Andrea Rifatto | 12/01/2023 | CRONACA

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Carmelo Saglimbeni non potrà uscire da Santa Teresa

Lascia gli arresti domiciliari dopo quasi sei mesi uno dei quattro imprenditori della famiglia Saglimbeni di Santa Teresa di Riva, condannati a fine ottobre dal Tribunale di Messina con pene complessive per un ammontare di sedici anni nella vicenda sul “pizzo” sugli stipendi ai loro dipendenti. A tornare in libertà è Carmelo Saglimbeni, 75 anni, condannato a 3 anni e 8 mesi e 1.200 euro di multa per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’estorsione. La giudice per le indagini preliminari Monia De Francesco ha accolto l’istanza presentata dai legali difensori, gli avvocati Antonio Scarcella e Salvatore Silvestro, e ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora a Santa Teresa di Riva, ritenendo che le esigenze cautelari, pur permanendo, si siano comunque attenuate, anche alla luce del lasso di tempo trascorso dall’arresto (21 luglio scorso) e dal patteggiamento della pena. La richiesta di revoca degli arresti, sulla quale il pubblico ministero ha espresso parere contrario, è stata presentata solo per Carmelo Saglimbeni: al momento, dunque, rimangono ai domiciliari il fratello Domenico Saglimbene, al quale sono stati inflitti 4 anni e 4 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa e le figlie Carmen (4 anni e 2 mesi e 1.400 euro) e Provvidenza Saglimbeni (4 anni e 1.200 euro), difesi anche dall’avvocato Massimo Principato. Le accuse per le quali sono stati condannati sono associazione a delinquere finalizzata all’estorsione e all’autoriciclaggio (quest’ultimo reato solo a carico di Domenico e Carmen). 

A settembre la gip De Francesco aveva disposto il giudizio immediato, su richiesta del pm Stefania La Rosa, in quanto le prove raccolte erano evidenti e si riteneva superflua l’udienza preliminare, fissando il rito per il 7 dicembre. I legali difensori hanno però scelto la strada del patteggiamento, accettata dal Tribunale visti anche dei risarcimenti effettuati dai Saglimbeni nei confronti di 17 dipendenti, per un totale di circa 200mila euro. L’inchiesta è partita dopo alcuni controlli delle Fiamme Gialle e la denuncia sporta il 15 febbraio 2021 da un dipendente della “Top Market”, che gestisce un supermercato affiliato in franchising al “Gruppo Decò” (azienda estranea alla vicenda) all’interno del centro commerciale “Sceva shop” in via Torrente Portosalvo, che ha portato ad ascoltare gli altri colleghi che hanno confermato il modus operandi della famiglia e le condotte estorsive poi portate alla luce dagli inquirenti, anche grazie al ritrovamento di documenti, “pizzini” e agende e alle intercettazioni telefoniche.

Più informazioni: inchiesta top market  


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