Mercoledì 08 Luglio 2020
L'uomo non aveva accettato la fine della storia e le aveva reso la vita un inferno


Perseguitava, picchiava e violentava l'ex compagna a Letojanni: condannato a 7 anni

di Andrea Rifatto | 24/06/2020 | CRONACA

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Il Tribunale di Messina

Fin dall’esordio della loro relazione aveva assunto un atteggiamento violento, minatorio e offensivo nei confronti della compagna e pretendeva di controllare ogni aspetto della sua vita quotidiana, fin quando la donna, dopo un anno e mezzo di inferno, ha deciso di denunciarlo ai Carabinieri facendolo arrestare lo scorso agosto. Adesso per l’ex compagno violento, attualmente rinchiuso nel carcere di Gazzi, è arrivata una pesante condanna a sette anni di reclusione, emessa dalla Prima Sezione penale del Tribunale di Messina presieduta dal giudice Letteria Silipigni (a latere Simona Monforte e Giovanni Albanese). L’uomo, un 53enne di Giardini Naxos che nel febbraio del 2018 aveva iniziato una relazione con una 38enne di Letojanni, era accusato di atti persecutori, violenza sessuale, violazione di domicilio e violenza privata e la sentenza lo ha riconosciuto colpevole dei capi di imputazione ritenuta la continuazione tra tutti i reati contestati; relativamente all’accusa di violenza sessuale, il collegio ha riconosciuto l’ipotesi di minore gravità del reato (che consente di diminuire la pena, che va da 6 a 12 anni, di non oltre i due terzi) ritenuta equivalente alle aggravanti contestate. Il compagno violento, difeso dagli avvocati Ernesto Pino e Giuseppe Romeo, è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di quelle di mantenimento della sua custodia in carcere, all’interdizione dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena e all’ interdizione in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno. Il Tribunale ha poi disposto il risarcimento danni alla vittima in separata sede civile e il pagamento di una provvisionale di 5.000 euro e delle spese processuali per 1.290 euro. La 38enne, difesa dall’avv. Cettina La Torre, si è rivolta ai Carabinieri della Compagnia di Taormina a luglio dello scorso anno raccontando 17 mesi di angherie e persecuzioni, messe in atto dal 53enne soprattutto da maggio del 2019, quando non aveva accettato la fine della relazione e aveva iniziato a minacciarla di continuo, pedinarla, picchiarla e insultarla anche in pubblico, tempestandola di messaggi e aspettandola in strada. In due casi aveva raggiunto la vittima facendo irruzione clandestinamente nella sua abitazione di Letojanni, e una volta all’interno l’aveva picchiata e costretta a subire atti sessuali. Lo stesso giorno si era posto in strada davanti la vettura della 38enne, impedendole di proseguire la marcia, continuando a non accettare l’ennesimo rifiuto dell’ex compagna. La donna aveva quindi deciso di denunciarlo per ritrovare la serenità, dopo aver vissuto quello che il pubblico ministero Alessia Giorgianni, che ha rappresentato l’Accusa, ha definito “un perdurante stato di ansia e paura per la sua incolumità tanto da costringerla a modificare le sue abitudini di vita”. Un incubo durato 17 mesi dal quale è venuta fuori.


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