Peculato e corruzione al Comune di Taormina, confiscati 700mila euro ad ex avvocato
di Redazione | oggi | CRONACA
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Confisca eseguita dalle Fiamme Gialle
È scattata una cospicua confisca di beni nei confronti dell’avvocato Francesco La Face, ex legale del Comune di Taormina condannato in via definitiva nell’ambito della vicenda sul recupero crediti nei riguardi degli utenti morosi con il servizio idrico. La Guardia di Finanza di Taormina ha dato esecuzione ad un ordine di confisca, relativo a tre proprietà immobiliari (due a Taormina e una a Giardini Naxos) per un valore superiore a 486.050 euro, emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina–Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti del professionista 67enne di Giardini Naxos, che dal 1993 al 2018 ha avuto incarichi, per il Comune di Taormina di recupero crediti nei riguardi degli utenti morosi con il servizio idrico. In tale contesto, l’avvocato è stato condannato alla pena di quattro anni di reclusione per i reati di peculato e corruzione, con confisca dei beni fino alla concorrenza di oltre 775.000 euro, quale profitto del reato di peculato e fino alla concorrenza di oltre 25.000, quale utilità data ad un pubblico ufficiale in relazione al reato di corruzione. I delitti contestatigli afferiscono al periodo da incaricato del pubblico servizio di riscossione delle somme dovute all’Ente locale per il servizio di fornitura dell’acqua: per l’accusa La Face si è appropriato di oltre 924.000 euro, quale somma non versata nelle casse comunali, avendone ottenuto disponibilità in ragione dell’ufficio espletato. Nel 2020 è stato condannato in primo grado e la sentenza è stata confermata sia dalla Corte di Appello di Messina nel 2021, anche quanto alla confisca, sia nel 2023 dalla Suprema Corte di Cassazione. In tale contesto, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Corte d’Appello di Messina ha disposto la confisca dei tre beni immobili nella disponibilità del 67enne, per un valore pari a 486.000 euro, oltre a 210.169 euro già incassati dall’Erario relativamente a saldi di conti correnti nella disponibilità della parte. Le attività hanno quindi permesso allo Stato di incamerare beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a quasi 700.000 euro. I beni, già sottoposti a sequestro preventivo nel 2019, sono stati individuati mediante specifici accertamenti patrimoniali condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina, facendo riferimento alle attuali quotazioni di mercato e alle varie pubblicità su piattaforme di prenotazione di strutture ricettive, dove emergeva la destinazione a bed and breakfast di una delle abitazioni per gli avventori in arrivo a Taormina. Le attività hanno quindi permesso allo Stato di incamerare beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a quasi 700.000 euro. L’accusa ha contestato a Francesco La Face l’emissione di false fatture per prestazioni professionali mai eseguite e l’omessa consegna al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme riscosse dagli utenti morosi, con l’agevolazione di un funzionario comunale che dietro il pagamento di denaro e altre utilità compiva atti contrari ai propri doveri, omettendo i dovuti controlli sull’attività di riscossione e versamento e sollecitando i cittadini morosi a rivolgersi direttamente all’avvocato al fine di evitare il distacco delle utenze.













