Sabato 04 Aprile 2020
La rapina in villa finita nel sangue nel 2005. In Italia sono già stati condannati


Omicidio Muscolino a Taormina, cinque arresti in Serbia

di Redazione | 20/01/2019 | CRONACA

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Muscolino e sullo sfondo la villa

La polizia serba ha arrestato cinque componenti di una banda criminale ritenuti responsabili dell’uccisione del commerciante siciliano Pancrazio Muscolino, avvenuta il 12 settembre 2005 durante una rapina nella sua villa di Taormina. Ne ha dato notizia il quotidiano belgradese Blic, precisando che gli arrestati - tutti cittadini serbi - sono Zeljko, Slavoljub, Slavisa, Milovan Dimitrijevic (tutti con lo stesso cognome, evidentemente parenti) e Zarko Fetovski. I cinque, secondo il giornale, sono finiti in manette verso la fine dello scorso anno a Lajkovac, a sud-ovest di Belgrado, in una operazione che aveva portato all’arresto complessivamente di otto persone, tutti responsabili di rapine, furti, aggressioni reati compiuti a lungo tra Lajkovac, Valjevo e Ub. Come riferisce Blic, i cinque responsabili dell’assassinio di Muscolino, che all'epoca del dleitto aveva 44 anni ed era titolare del supermercato Sigma di Giardini Naxos, condannati all’ergastolo in Italia il 20 ottobre 2006 in contumacia, fecero ritorno in Serbia nascondendosi sotto falsi nomi, e vivendo così indisturbati per anni, continuando nella loro attività criminale di rapine e furti. Quando nelle scorse settimane la Polizia ha catturato la banda di otto criminali, non sapeva che cinque di essi fossero i responsabili del delitto di Taormina del 2005. Scoperta la loro vera identità e appurata la loro responsabilità nell’uccisione di Muscolino, i cinque sono stati condotti dinanzi al procuratore di Valjevo, che ha ordinato un nuovo processo a loro carico in Serbia. Come ha detto a Blic il loro avvocato Miroljub Zivkovic, poichè in Serbia non è previsto l’ergastolo, e dal momento che gli arrestati sono stati condannati all’estero in contumacia, i cinque hanno diritto a un nuovo processo nel loro Paese. Attualmente è in corso la traduzione della corposa documentazione inviata dalle autorità italiane ai responsabili giudiziari serbi. Secondo Blic è previsto che nell’ambito del nuovo processo vengano ascoltati i testimoni dall’Italia, i familiari di Pancrazio Muscolino, il figlio Gaetano che nella sanguinosa rapina restò ferito. Il giornale ricorda che dopo l'uccisione del commerciante le forze dell’ordine italiane catturarono tre componenti della banda, mentre gli altri cinque criminali riuscirono a fuggire.

Quella notte del 12 settembre 2005 otto banditi, che avevano la loro base al campo nomadi di contrada Gasena, in provincia di Agrigento, entrarono intorno alle 3.30 nella villa di Muscolino a Chianchitta, scavalcando la recinzione della vicina stazione di servizio, cogliendo la famiglia del commerciante nel sonno. Cercavano, a colpo sicuro, la cassaforte di casa. Disattivarono la tv a circuito chiuso ma non l'allarme. Svegliata dalla sirena, la famiglia venne radunata nel salone della villa: Muscolino venne accompagnato verso la camera da letto, dove c’erano due armadi corazzati, pieni di gioielli e armi e obbligato ad aprirli. L'uomo riuscì però ad afferrare una delle sue pistole e a sparare, fino a quando non venne centrato da un colpo calibro 9 esploso da uno dei banditi. Il corpo di Muscolino venne trovato in slip e maglietta sul letto nella stanza di uno dei figli, dove i familiari l'avevano messo cercando di rianimarlo. Nel conflitto a fuoco morì uno dei rapinatori e rimase ferito anche uno dei tre figli del padrone di casa, Gaetano, 19 anni, colpito al braccio destro. Il cadavere di un giovane nordafricano, uno dei componenti della banda, venne poi trovato dalla Polizia nella spiaggia di Villafranca, scaricato in spiaggia dai suoi complici, con un foro alla schiena provocato da un'arma da fuoco.


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