Giovedì 30 Aprile 2026
Il gip convalida i fermi della Procura ma libera uno degli indagati. A giorni l'autopsia


Omicidio Florio a Taormina, ridotta un'accusa: due restano in cella, uno lascia il carcere

di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA

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Florio e il luogo di ritrovamento del cadavere

Restano in cella due dei tre fermati per l’omicidio di Giuseppe Florio, il 66enne di Giardini Naxos ucciso a Taormina sabato scorso, il cui cadavere è stato poi abbandonato nelle campagne di Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia. Uno degli indagati è stato invece scarcerato. Giuseppa Carmela Bianchino, 50enne di Taormina che vive nelle case popolari di Trappitello, il suo compagno Gaetano Urfalino, 39enne con precedenti penali originario di Palagonia (Catania), accusati di omicidio e soppressione di cadavere e Stefania Bergamaschi, 53enne originaria di Sesto San Giovanni, accusata solo di soppressione di cadavere, sono comparsi oggi davanti alla giudice per le indagini preliminari Alessia Smedile, assistiti dagli avvocati Michele Costanzo, Eleonora Caruso e Andrea Caristi, per l’udienza di convalida dei provvedimenti emessi dalle Procure di Catania e Messina, con quest’ultima che sta gestendo il caso visto che è stato appurato come il delitto sia avvenuto in territorio messinese. I tre indagati sono rimasti in silenzio e al termine dell'udienza il Tribunale ha derubricato il reato di soppressione di cadavere in occultamento di cadavere per tutti e tre gli indagati, convalidando il fermo ma revocando la misura cautelare in carcere per Bergamaschi, tornata dunque in libertà, in quanto il reato contestato non prevede la misura cautelare. Restano invece dietro le sbarre di Gazzi Bianchino e Urfalino per la pesante accusa di omicidio, con la conferma della moisura cautelare a loro carico.

Uno dei prossimi passi sarà l’esecuzione dell’autopsia sulla salma del pensionato giardinese, che verrà affidata per stabilire l’esatta cause della morte e avere riscontri più precisi. L’incarico sarà conferito il 5 maggio dalla Procura di Messina, che gestisce il caso con le sostitute procuratrici Roberta La Speme e Anita Siliotti. Proseguono intanto le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Taormina per raccogliere ulteriori elementi al fine di consolidare le accuse a carico dei tre indagati. A scatenare il delitto, avvenuto secondo l’inchiesta nell’alloggio di Giusy Bianchino nelle case popolari di Trappitello, sarebbero state questioni economiche, in particolare una somma di denaro che sarebbe stata sottratta alla vittima, pare tramite prelievi bancomat, con una carta che Florio aveva smarrito e che sarebbe stata detenuta dalla 50enne. Una volta accortosi degli ammanchi dal proprio conto corrente, l’ex lavapiatti avrebbe chiesto spiegazioni alla donna, con la quale aveva un rapporto di conoscenza ancora da definire, e da qui sarebbe nato un litigio poi culminato con l’omicidio a colpi di martello e coltello. Determinanti per le indagini l'analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona, in particolare delle case popolari, i rilievi scientifici sulla scena del crimine e l’ascolto di diverse persone informate sui fatti, che hanno portato i carabinieri a stringere il cerchio in poche ore. Dopo il delitto, pare che il materasso della camera da letto sia stato dato alle fiamme nel cortile interno dell'alloggio popolare e le pareti siano state ritinteggiate per eliminare le tracce di sangue. Ma i rilievi del Ris, anche con il luminol, le hanno fatto emergere sulla testiera del letto.

Sull’accaduto si è espresso ieri il Comune di Taormina: «La nostra comunità è profondamente scossa per il tragico e brutale omicidio avvenuto a Trappitello - il commento di Palazzo dei Giurati - in un momento così doloroso, il sindaco e l’Amministrazione tutta esprimono la più sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia della vittima, colpita da una perdita così ingiusta e devastante. Un sentito ringraziamento va alle Forze dell’Ordine per la celerità, la professionalità e l’impegno dimostrati nelle attività di intervento e nelle indagini - ha aggiunto il Comune - il loro lavoro rappresenta un presidio fondamentale di sicurezza e giustizia per tutti i cittadini. Di fronte a episodi così gravi, è importante restare uniti come comunità, nel segno della legalità, del rispetto e della dignità umana».

Più informazioni: omicidio trappitello  


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