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Omicidio di Giuseppe Florio a Taormina, eseguita l’autopsia: si indaga su armi e telefoni
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
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Le case popolari dove è avvenuto il delitto
È stata eseguita ieri l’autopsia sulla salma di Giuseppe Florio, il 66enne di Giardini Naxos ucciso il 25 aprile a Taormina, negli alloggi popolari della frazione Taormina, e poi abbandonato nelle campagne di Mitogio, frazione di Castiglione di Sicilia. La sostituta procuratrice Roberta La Speme della Procura della Repubblica di Messina ha affidato l’incarico al medico legale Giuseppe Ragazzi, che ha eseguito l’esame autoptico all’Istituto di Medicina legale di Catania, dove il cadavere del pensionato era stato trasportato la mattina del 26 aprile, dopo il ritrovamento e l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Randazzo. Al conferimento dell'incarico in Procura erano presenti anche i legali difensori dei tre indagati, gli avvocati Michele Costanzo, Eleonora Caruso e Andrea Caristi, e il legale nominato dai familiari di Florio, l'avvocato Salvatore Silvestro: Caristi ha nominato come consulente di parte il medico legale Daniela Sapienza, mentre l'avvocato Silvestro ha scelto il dottore Antonino Bondì. Le indagini puntano a chiarire quando è avvenuto il decesso dell’uomo, quanti colpi lo hanno raggiunto e in che parti del corpo e quali armi siano state usate. Secondo le prime indagini dei carabinieri Giuseppe Florio è stato colpito con un martello e con un coltello e dalle prime risultanze dell’autopsia sarebbero emerse lesioni soprattutto al capo. Le indagini vanno avanti per ricostruire tuti i dettagli del delitto e il movente, che sarebbe legato a questioni economiche relative alla sottrazione di denaro al 66enne. In carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere sono ristretti Giuseppa Carmela Bianchino, 50enne di Taormina che vive nelle case popolari di Trappitello e il suo compagno Gaetano Urfalino, 39enne di Palagonia (Catania), mentre la 53enne Stefania Bergamaschi di Sesto San Giovanni è indagata a piede libero solo per il reato di occultamento di cadavere. Gli accertamenti dei carabinieri sono in corso anche sui telefoni cellulari degli indagati e della vittima, al fine di ricostruire legami e contatti. Florio, secondo l’accusa, è stato ucciso a Trappitello nell’alloggio di Giusy Bianchino e poi il cadavere è stato avvolto in un lenzuolo, in sacchi di plastica e in una trapunta e trasportato con la Fiat Panda dell’uomo fino a Mitogio, da dove la vettura è poi tornata a Trappitello e data alle fiamme sul torrente Santa Venera per cancellare eventuali tracce biologiche a bordo.

















