Martedì 18 Giugno 2024
Dopo il blitz dei giorni scorsi il cerchio potrebbe stringersi. Diversi fucili sotto esame


Morte di Riccardo Ravidà, nove persone indagate per l'omicidio dell'allevatore

di Andrea Rifatto | 11/10/2022 | CRONACA

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Ravidà venne colpito a morte in territorio di Alì

Ci sono nove indagati per l’uccisione di Riccardo Ravidà, in seguito al maxi blitz scattato la scorsa settimana tra Fiumedinisi, Alì e altri comuni con numerosi interrogatori, perquisizioni e controlli in abitazioni, terreni e stalle Le indagini coordinate della Procura della Repubblica di Messina, con il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e l’aggiunto Giulia Falchi, condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri potrebbero essere quindi vicine ad una svolta. I magistrati hanno emesso nove avvisi di garanzia con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, notificati agli indagati che appartengono quasi tutti alla stessa famiglia: dunque tra loro potrebbe esserci l’assassino dell’allevatore 34enne. L’operazione condotta dall’Arma nei giorni scorsi ha portato al sequestro di una decina di fucili, con relativo munizionamento, allo scopo di provare a individuare il fucile con il quale quella sera del 26 luglio sono stati esplosi quattro colpi all’indirizzo di Ravidà, tre dei quali sono andati a segno uccidendolo. Le armi sono state affidate al Ris dei Carabinieri di Messina per essere analizzate e si arriverà all’analisi comparativa con i resti delle cartucce che sono state repertate quella sera in contrada Ferrera, sulla scena del delitto. Se ci sarà una valida corrispondenza dal punto di vista balistico potrebbe essere una prima prova per rintracciare il fucile con il quale è stato ucciso l’allevatore. La pista imboccata dagli inquirenti sarebbe quella di un movente legato a contrasti privati per episodi di abigeato, danneggiamenti e dissidi reciproci, che potrebbero aver spinto qualcuno a sparare per risolvere definitivamente la questione,  pianificando l’agguato grazie alla conoscenza di abitudini e spostamenti della vittima, con un’esecuzione premeditata dalle modalità mafiose, con la distruzione del cadavere e dell’auto per cancellare ogni traccia ma probabilmente anche per lanciare un avvertimento.

Più informazioni: omicidio ravidà  


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