Martedì 31 Marzo 2020
Sentenza di primo grado per fatti avvenuti in un'abitazione di Sant'Alessio


Moglie adultera ma non ci fu prostituzione: assolti il marito e un'altra persona

di Andrea Rifatto | 27/01/2020 | CRONACA

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L'indagine partì nel 2017 a Sant'Alessio

Un rapporto basato su una sorta di adulterio consenziente, ma non ci fu sfruttamento della prostituzione. Protagonisti due coniugi di Santa Teresa di Riva, coinvolti in un processo insieme a una terza persona che affittò loro un’abitazione di Sant’Alessio dove i carabinieri, nel maggio del 2017, in seguito a diverse segnalazioni sul continuo via vai di persone fecero un blitz trovando la moglie e all’esterno un’altra persona, sospettando che la donna stesse vendendo il suo corpo e che quello fosse un cliente. Sotto inchiesta per sfruttamento della prostituzione, in violazione della Legge Merlin del 1958, finirono il marito e il proprietario dell’alloggio. Adesso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Messina (presidente Letteria Silipigni, a latere Simona Monforte e Rita Sergi) al termine del processo di primo grado ha assolto entrambi perché il fatto non sussiste. Lo sposo 58enne era imputato con l’accusa di “avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, consapevole dell’attività di meretricio esercitata dalla moglie, favorito e sfruttato tale attività avvantaggiandosi dei guadagni dalla stessa derivanti, organizzando gli incontri e accompagnandola presso i luoghi siti in Sant’Alessio dove la stessa si incontrava con i clienti” e rischiava, in caso di condanna, il raddoppio della pena proprio in quanto coniuge; il proprietario dell’abitazione doveva invece rispondere di “avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, favorivo e sfruttato la prostituzione della donna mettendo a sua disposizione l’unità immobiliare con la piena consapevolezza che la predetta vi esercitava la prostituzione e riscuotendone l’affitto con la piena consapevolezza che il denaro, quale corrispettivo della locazione, era il provento, in tutto o in parte, dell’esercizio della professione”. Il pubblico ministero Antonio Carchietti aveva chiesto l’assoluzione di entrambi, difesi dagli avvocati Massimo Brigandì e Filippo Brianni di Santa Teresa. La moglie 54enne era persona offesa ma non si è costituita parte civile e ha spiegato ai giudici di intrattenersi in rapporti intimi con altri uomini per soddisfare il proprio piacere personale e non per esercitare l’attività di prostituta. Il proprietario si è sempre detto ignaro di quanto avvenisse all’interno della casa e di essersi limitato ad affittarla alla coppia, anche se il contratto non era registrato. Per tutti gli imputati è arrivata adesso un’assoluzione con formula piena.


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